L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 26 luglio 2019

NoTav - la festa inizia

agenda, post — 26 Luglio 2019 at 11:59


Dopo mesi di intensa preparazione è iniziato il Festival Alta Felicità. All’interno di un contesto politico che ci ha restituito la decisione del governo di proseguire con il Tav, ancora più forte è il senso di partecipazione collettiva e palpabile è la determinazione nel voler ribadire, una volta in più, che fermarlo tocca a Noi!

Siamo al quarto anno di edizione del festival e come e più di prima il coinvolgimento dei No Tav di tutta Italia si percepisce sin dal primo giorno. Cominciano a riempirsi le aree tende e in moltissimi sono già arrivati con i camper per trascorrere i 4 giorni di festa e di lotta che ci attendono con lo spirito No Tav che ci contraddistingue da sempre : determinazione, serenità e consapevolezza di essere dalla parte giusta. 

Durante il giorno si respira un’aria rilassata, chi monta la tenda, chi cerca riparo dal sole sotto i tendoni, chi ne approfitta per fare una gita al torrente o alle pozze.


Un’atmosfera di attesa ma anche di preparazione, in particolare per la marcia annunciata per sabato 27 luglio alle 13,30 dal campeggio di Venaus quando in tanti e tante si partirà dal campeggio per raggiungere il cantiere. Questa data vedrà tanti No Tav provenienti da ogni dove ribadire con orgoglio le parole d’ordine della nostra lotta, il fatto che “non ci sono governi amici” e che non accettiamo che qualcuno possa pretendere di distruggere il nostro territorio e le nostre vite per meri interessi economici. Sono quasi 30 anni che lottiamo con orgoglio e coraggio, consapevoli di avere molti nemici nelle istituzioni e nei luoghi di potere ed interesse, ma tanti compagni di viaggio che in questi anni hanno sognato un futuro diverso, non solo sul tema delle grandi opere, ma su ogni aspetto che riguarda la vita di ognuno di noi. Aspettiamo tutti sabato per marciare verso il cantiere!


Così al ritmo dei sound check, il pomeriggio volge al termine riempiendo i gazebo dei bar e gli stand gastronomici.

Ma è quando iniziano i concerti che veramente si sveglia il festival, con una line-up ricca e impossibile da riassumere. Con un inizio potente l’Orchestra di Piazza Vittorio e BandaKadabra da fuoco alle polveri, si susseguono sul palco decine di artisti tra cui Eugenio Finardi e Lo Stato sociale. Con l’arrivo degli afther show, ci si scatena sotto la guida di Ensi e dei The Sweet life Society che fino a notte inoltrata ci regalano rap, dancehall ed electro-swing.


Nessun commento:

Posta un commento