L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 7 agosto 2019

DIMISSIONI

Docente di Storia e Filosofia
Tav, dialogo immaginario. La mia verità su Salvini, Dem, e voto al Senato


Da molte ore nell’aldilà Socrate, Machiaveli, Glaucone discutevano di giustizia, Tav e di Salvini; c’era anche Leibniz, ma parlò alla fine; fu Glaucone a egemonizzare il dialogo: Gige era un pastore alle dipendenze d’un re. Un giorno trovò un anello che lo rendeva invisibile e lo utilizzò per conquistare il potere: approfittando dell’invisibilità entrò nella casa del re, lo uccise e prese il suo posto.

“Richiami il mito per capire il presente?” chiese Socrate. “Troppo facile dire che nelcentro-destra c’era un sovrano, B., spodestato da Salvini che ne ha preso il posto; mi interessa di più riflettere su altri dati”.

“Quali Glaucone, ti ascolto”.

“Sulla capacità di Salvini di rendersi invisibile (se deve dar conto di 49 milioni) e tornare visibile se deve cavalcare una causa ingiusta ma utile su migranti o Tav”. “E’ come se in questi mesi possedesse l’anello di Gige”.


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“E non è tutto; quel che voglio dire, Socrate, è che Salvini oggi è l’incarnazione della mia tesi: “L’ingiustizia rende assai più della giustizia“. Ingiustizia, intendo, nelle diverse forme: contro la legge, il demos, l’ambiente, contro il movimento valsusino. Insomma, il leghista era No Tav e poi si schierò con disinvoltura per il Sì perché più utile (in molti sensi): girano tanti soldi intorno a quel buco; che il trasporto merci decresca, e l’opera costi miliardi in più del previsto non conta nulla. Si è parlato perfino di interessi della ‘ndrangheta.”

“E’ così. Ma torniamo alla filosofia: ‘l’uomo ingiusto è più felice del giusto e trova il modo di non farsi sorprendere, giacché chi si fa scoprire è considerato inetto’; ‘Lasciandogli la libertà di compiere misfatti’ (procurarsi rubli, per esempio) ‘gli si concede altresì l’opportunità di guadagnarsi la reputazione di giusto. E se cade gli vien data la facoltà di rialzarsi’ (sorvolando sulle colpe); ‘e se vengono a galla i suoi reati gli si offre la possibilità di scusarsi con la sua forza di persuasione’ (e i media a disposizione). Devo continuare?”

“Attualizzi le tue idee, Glaucone, difendesti l’ingiustizia e l’inganno per provocarmi”.


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“In verità, ‘quello che molti si propongono, Socrate, non è l’essere giusti, ma averne l’aria’ fingendo rispetto per la verità. Guarda Salvini: ostenta severità sulla giustizia ma boicotta la riforma della prescrizione; simula; calpesta i diritti e finge di proteggerli; denigra la stampa; mente; insulta e maschera con battute; svicola dalle domande e protegge i suoi inquisiti. E’ che la finzione paga. Su ogni tema. Cosa vuoi che importi al Partito degli Affari se il buco in Val Susa è devastante, costoso, inutile, l’importante è che sembri giusto, girino soldi, s’incolpino i No Tav, e, naturalmente, che il Partito del cemento appaia difensore del vero. Ripeto: l’uomo ingiusto è più felice del giusto’ e vola nei sondaggi”.

“E’ vero Glaucone – affermò suo fratello Adimanto – ‘l’apparenza vince sulla verità, meglio rivolgersi ad essa portandosi dietro la volpe del sapientissimo Archiloco, astuta e dalle mille risorse’.” “‘Simulare ed essere astuti come volpi’ – accennò Machiavelli – lo consigliai anch’io”.

“Anche tu, certo. Comunque, mentire è un’arte e non a tutti vien bene. Penso ai dem: si fingono ambientalisti e votano la cementificazione della Val Susa. Ridicolo.” “Bisogna cominciare a chiedersi perché non se n’accorgano – disse Leibniz – indagare se la volontà sia libera o soccomba di fronte a motivi più forti.” Poi parlò Socrate ma di lui non dico: è la doppiezza del simulatore che voglio presentare oggi a chi s’appresta a votare il Tav: Glaucone ne ha tracciato il profilo, le telecamere ne mostreranno i volti: Salvini, Zingaretti, Berlusconi, Meloni, voteranno insieme e “non è bello né buono”: è una mostruosa prova d’incoerenza. Chi ha davvero un’anima verde e di sinistra, si sottragga all’obbrobrio.

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