L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 6 agosto 2019

Il fanfulla rivelato la Lega sono parti integranti del Sistema massonico mafioso politico

Salvini, un Renzi con il manganello


Davvero emblematica l'ultima intervista a RadioNews24 di Matteo Salvini (di cui sotto vi allego un paio di tweet presi del profilo dello stesso Ministro dell'Interno).



Pare ormai evidente che si sia candidato ad essere l'uomo del Big Business: prima il sì al Tav (dopo che per anni era stato per il no), ora il sì alle trivelle per il petrolio in Adriatico e soprattutto assume la stessa posizione del PD e di Forza Italia in tema di fisco: meno fisco per le imprese (dopo le enormi regalie renziane a Big Business) perchè "prima bisogna creare il valore e poi si può distribuirlo", esattamente la stessa posizione di Renzi e di Berlusconi. Non entro nel merito, ricordo solo che il tasso di profitto delle imprese italiane è il più alto d'Europa (ovviamente a discapito dei salari). Pare evidente come Salvini si stia candidando ad essere il nuovo portabandiera di Big Business. Esattamente come lo sono stati Berlusconi e Renzi, con buona pace di quel popolo che lo ha votato come elemento di rivalsa e di insofferenza.

Con buona pace delle diseguaglianze e anche con buona pace della sostenibilità ambientale. 

L'unica linea del Piave che Salvini mantiene nella sua incredibile giravolta è quella della deriva securitaria: no all'immigrazione indiscriminata (e scusate, ha sacrosanta ragione, la gente lo capisce e su questo lo segue) e una stretta non dico autoritaria ma quasi. 

Per il resto siamo all'ennesima trasformazione gattopardesca del vecchio sistema che ha divorato l'Italia e che ora trova una nuova maschera con la Lega. Figuratevi che si parla di un entrata di Giggino 'a Purpetta nel nuovo partito di Toti che sarà stampella di Salvini soprattutto al Sud. Insomma, nella rinascente destra degli affari entra quella zona grigia che opprime il Sud (e investe al Nord). Fa un po' ridere la somma presa per il sedere: i leghisti al Nord sbandierano efficentismo e urlano contro il Sud "parassita" e poi che fanno? Si alleano con Giggino 'a Purpetta?


Unica speranza di cambiamento, con i suoi limiti, è il Movimento Cinque Stelle. Altrimenti si affonda nella solita palude.

Notizia del: 06/08/2019

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