L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 8 agosto 2019

In Francia la protesta continua ma dal momento che i mass media non ne parlano diventa un fatto inesistente

CREDEVA FOSSE A MOSCA – E INVECE E’ MACRON

Maurizio Blondet 7 Agosto 2019 

Un poliziotto strangola un uomo steso a terra, inoffensivo, anziano. E’ avvenuto a Nantes, dove anche sabato 3 agosto ha avuto luogo la protesta dei Gilet Gialli, stroncata dalla polizia di Macron con una brutalità sempre più estrema. Nel silenzio totale dei media europei, eurocratici ed europeisti, i quali invece hanno dedicato servizi interi a “Mosca, 600 arresti fra i manifestanti”

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Quando la foto è stata diffusa, c’è chi ha voluto dubitare della sua autenticità. “Non sono sicuro che sia a Nantes, piuttosto Mosca”. Non si riconosceva la foto dell’agente…

infatti sul casco ha scritto “Police”, e non in caratteri cirillici ma latini. Fatta salva la buonafede, bisogna registrare la capacità allucinatoria che producono i media mainstreram sulle persone altrettanto mainstream: riescono a vedere gli OMON nei ferocissimi agenti di Macron.

Sì, è avvenuto a Nantes – i tg non ve l’hanno detto – durante l’ATTO TRENTOTTESIMO: sono 38 sabati che le manifestazioni contro Macron e il suo regime burocratico proseguono, nonostante le randellate, i gas, gli arresti, le mutilazioni e le morti: ovviamente La 7 non ve l’ha detto.

Sì le morti: i manifestanti del popolo a Nantes erano arrabbiati per l’uccisione di un loro giovane, Steve Maia Caniço, 24 anni. Scomparso nella notte del 21-22 giugno durante una carica egli agenti per far cessare un concertino non autorizzato durante la Festa della Musica (autorizzata ) in corso quella sera, la sua sparizione ha suscitato a Nantes un’ondata di emozione. La domanda: “Dov’è Steve?” è fiorita sopra tutti i muri della città. Da polizia e ministero dell’Interno, nessuna risposta.

Un colorant rouge symbolique se dilue dans la fontaine place Royale à #Nantes. Seul le nom de #Steve demeure.#JusticePourSteve

Steve – un giovane precario “animatore periscolare” – è stato ritrovato cinque settimane dopo. Affogato. Il suo corpo è riemerso dalla Loira, a un chilometro da luogo dove la carica della polizia, e i gas, lo aveva spinto nel fiume. Non era stato il solo a finire nella Loira, ma altri sono tornati a riva. Lui no.

La polizia dice che non vede alcun rapporto fra la sua carica e la morte di Steve.


La situation se tend dans le centre-ville de #Nantes.#JusticePourSteve #France #Macron

#France A man holds a mirror up to the police, it says: "Who mutilates and kills with impunity? " #Nantes #JusticePourSteve #France #Macron Via @T_Bouhafs


Quindi l’inquietudine della città si è trasformata in collera. La manifestazione di sabato 3 agosto, a Nantes, è stata dedicata a «pour Steve et contre les violences policières», ed ha assunto rapidamente il livello dello scontro. Ovviamente la “celere” di Macron (IGPN) non si è fatta superare in violenza. L’uomo che si vede a terra con un agente che lo strangola, aveva cercato di attrarre l’attenzione degli agenti su un altro manifestante che stava male a causa della saturazione di gas lacrimogeni.

Qualcuno infatti agonizzava o quasi.


I telegiornali non ve l’hanno detto. Vi hanno mostrato ampi reportage su Mosca e i suoi manifestanti per la democrazia, fotografatisismi. In Francia no, perché la democrazia, come tutti sanno, c’è, e la popolazione è contenta.

Per cui ve lo diciamo noi, coi nostri poveri mezzi: no, in Francia la gente non è contenta. Il popolo francese lotta ancora.


La rivolta contro il regime Macron, e la miseria imposta dalla UE, continua e da 38 settimane. Con morti e feriti.



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