L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 11 agosto 2019

La 'ndrangheta dilaga in Italia - Emilia Romagna, Pavia, Borgotaro

Organizzava spedizioni punitive dalla sua casa di Borgotaro: arrestato boss dell'Ndrangheta

Giuseppe Muia' è finito in manette nell'ambito dell'operazione 'Canadian 'ndrangheta connection'

Redazione11 agosto 2019 12:12

Dalla sua abitazione di Borgotaro organizzava spedizioni punitive contro gli 'ndranghetisti rivali e dava ordini al telefono, nonostante fosse agli arresti domiciliari, dove stava scontando una condanna all'ergastolo. Giuseppe Muia', ritenuto dagli inquirenti un boss e un esponente di spicco della 'ndrina di Siderno, in provincia di Reggio Calabria, è stato arrestato ed ora si trova nel carcere parmigiano di via Burla. Il suo arresto è avvenuto nell'ambito dell'operazione 'Canadian 'ndrangheta connection' dello Sco della polizia, che ha portato all'arresto di 40 persone accusate di associazione mafiosa, porto d'armi, usura e esercizio abusivo del credito. Secondo la ricostruzione della Direzione Distrettuale Antimafia il 75enne, dopo l'omicidio di un fratello a colpi di pistola nel gennaio del 2018, avrebbe iniziato a fare ricerche per arrivare all'identificazione dei responsabili, allo scopo di punirli. Nelle intercettazioni infatti il presunto boss avrebbe dato ordini per organizzare la vendetta, parlando spesso di 'sparare' e 'ammazzare'.

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