L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 7 agosto 2019

La 'ndrangheta dilaga in Italia - Piemonte, Novi Ligure

L’onda lunga della ‘ndrangheta arriva fino a Novi Ligure

Il Tribunale di Reggio ha ordinato una serie di provvedimenti per un valore complessivo di 15 milioni nei confronti dei componenti delle cosche Raso-Gullace-Albanese e Gagliostro-Parrello: due di questi riguardano due novesi

GIAMPIERO CARBONE06 Agosto 2019

NOVI LIGURE. L’onda dei sequestri per mafia parte dalla Calabria e arriva fino al Novese. Il Tribunale di Reggio ha ordinato una serie di provvedimenti per un valore complessivo di 15 milioni nei confronti dei componenti delle cosche Raso-Gullace-Albanese e Gagliostro-Parrello: due di questi riguardano due piemontesi finite in carcere sin dal 2016, l’imprenditore di Novi Ligure Orlando Sofio e Marianna Grutteria, di Serravalle Scrivia, sua prestanome.

Entrambi sono a processo in Calabria per il reato di associazione mafiosa, secondo quanto emerso dall’indagine «Alchemia», che nel 2016 fece emergere la presenza di aziende legate alla ’ndrangheta nei sub appalti del Terzo valico e non solo. Una di queste era la Euroservizi di Serravalle Scrivia, formalmente intestata alla Grutteria.

I giudici di Reggio hanno disposto il sequestro dell’azienda di pulizie, per altro chiusa e in liquidazione dal 2017. In particolare, il capannone della zona artigianale di Serravalle, un terreno agricolo nello stesso Comune, un Fiat Panda del 2006, due conti correnti intestati alla donna e aperti nella banca Unicredit di Serravalle e un terzo nella filiale di Novi Ligure della Banca Intesa San Paolo. Inoltre, un’altra Fiat Panda intestata a Sofio, immatricolata nel 2015. Infine, tutti i conti correnti, libretti di deposito, titoli di stato o quote societarie intestate non solo a Sofio e Grutteria ma anche a Maria Carla Debenedetti, moglie dell’imputato, alla figlia Elisa Sofio ed ad Andrea Carlevaro, figlio della Grutteria.

Respinta invece dal tribunale la richiesta di sequestrare le case intestate a Maria Carla Debenedetti, poiché acquistate alla fine degli anni Novanta.

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