L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 3 agosto 2019

La 'ndrangheta dilaga in Italia - Pistoia

Commercialista pistoiese "vicino alla 'ndrangheta", confiscati 2 milioni di euro di beni

Lo stesso cinquantatreenne era a capo di un gruppo criminale che operava a Pistoia

Ultimo aggiornamento il 2 agosto 2019 alle 13:19

Guardia di Finanza

Pistoia, 2 agosto 2019 - Dieci fabbricati, sei complessi aziendali, 83 effetti cambiari e un conto corrente per quasi 2 milioni di euro sono stati confiscati dai finanzieri di Pistoia ad un commercialista di 53 anni, secondo gli inquirenti "in contatto con cosche calabresi". Le indagini patrimoniali, svolte dal nucleo di polizia economico-finanziaria sotto la direzione dell'autorità giudiziaria di Firenze, prendono spunto dalle indagini penali condotte dalla procura della Repubblica di Pistoia nei confronti del'uomo, in passato condannato per associazione di tipo mafioso, nonché di altre decine di soggetti, indagati per associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale, riciclaggio, intestazione fittizia di beni e truffe.

Lo stesso commercialista era a capo di un gruppo criminale che operava a Pistoia, dedito al riciclaggio di denaro sporco arrivate dall'usura, dalla bancarotta fraudolenta, dall'esercizio abusivo del credito nonché da reati contro il patrimonio. Le indagini hanno fatto emergere una fitta rete di attività commerciali, beni mobili e immobili nelle province di Pistoia e Firenze intestati a prestanome. Il complesso patrimoniale, del tutto sproporzionato ai redditi ufficialmente percepiti, è stato così confiscato.

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