L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 7 agosto 2019

La 'ndrangheta dilaga nel mondo - la latitante nel Montenegro, le donne sono parte integrante della delinquenza

‘Ndrangheta, latitante donna rintracciata in Montenegro


Redazione 2Ago 07, 2019Calabria

Cosche e scommesse, era sfuggita all’arresto

REGGIO CALABRIA – Si era dileguata nel nulla, ma le forze dell’ordine sono riuscite ad identificarla. E’ stata rintracciata in Montenegro Ivana Ivanovic, latitante dopo essersi sottratta al fermo nell’ambito dell’operazione “Galassia” condotta dal Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Reggio Calabria e dallo Scico con il coordinamento della Dda di Reggio Calabria reggina che aveva portato alla luce, nel novembre scorso, il patto tra le mafie per spartirsi il mercato delle scommesse. L’arresto della donna, a seguito delle indagini dei finanzieri reggini e dello Scico in collaborazione con il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, è stato fatto in esecuzione di un mandato di arresto Internazionale emesso dal Tribunale di Reggio Calabria.

L’operazione aveva rilevato l’esistenza di una pluralità di associazioni per delinquere operanti sul territorio nazionale nel settore della raccolta del gioco e delle scommesse con i marchi“Planetwin365”, “Betaland” ed “Enjoybet” le quali sono risultate in rapporto con la ‘ndrangheta.Società che da un lato avevano consentito a quest’ultima di infiltrarsi nella propria rete commerciale e di riciclare gli imponenti proventi illeciti, dall’altro avevano tratto esse stesse significativo supporto per l’ampliamento della propria rete commerciale e per la distribuzione capillare del proprio marchio sul territorio. In ragione delle investigazioni svolte e sulla scorta dei gravi elementi indiziari raccolti, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria – Direzione Distrettuale Antimafia, con proprio provvedimento aveva disposto il fermo nei confronti di 18 soggetti – tra i quali Ivana Ivanovic – , nonché il sequestro preventivo di 23 società estere, 15 imprese operanti sul territorio nazionale, 33 siti nazionali e internazionali, numerosi immobili, automezzi, conti correnti italiani ed esteri e innumerevoli quote societarie per un valore complessivo stimato in oltre 723 milioni di euro.

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