L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 12 agosto 2019

L'Euro è un Progetto Criminale e abbiamo una classe politica che a parola tuona contro l'Unione europea nei fatti accetta tutti i suoi ordini. Si sperava nello zombi M5S e sul fanfulla ma pavidi e inconcludenti

La crisi italiana ha una causa di fondo: la fondamentale incompatibilità tra democrazia e moneta unica


di Thomas Fazi*

Sono molte le ragioni che hanno spinto Salvini a rompere con l'alleato di governo. Ma una su cui sembrano convenire quasi tutti è la sua riluttanza a incassare una sicura sconfitta in sede di legge di bilancio sulla cosiddetta "flat tax", per ovvi motivi non realizzabile in deficit - come dice di volerla fare Salvini - all'interno della cornice dei vincoli europei. Questo ci dovrebbe indurre a una riflessione più ampia sul legame intrinseco che esiste tra l'instabilità politica (e il dramma economico-sociale) che registriamo ormai da diversi anni nel nostro paese e l'architettura di Maastricht, a causa dell'evidente impossibilità per qualunque governo si ritrovi alla guida del paese - vale per quello attuale, ma lo stesso dicasi dei precedenti governi PD - di mantenere il consenso sociale, data l'impossibilità di ricorrere a tutti i "normali" strumenti di politica economica - politica di bilancio, politica monetaria e politica del cambio -, a maggior ragione in un paese in profonda crisi economico-sociale come il nostro, che avrebbe un disperato bisogno di politiche espansive.

Come scrive Fritz Scharpf, ex direttore del Max-Planck-Institut für Gesellschaftsforschung (MPIfG), nei paesi come l'Italia l'unione monetaria non ha comportato solo pesanti costi socioeconomici, ma ha anche avuto «l'effetto di distruggere la legittimità democratica dei governi».

In questo senso, sarebbe a dir poco miope gioire - come stanno facendo alcuni - perché l'Europa ha messo un freno ai progetti salviniani di "flat tax", solo perché la proposta non piace; un governo che un domani volesse mettere in campo una politica economica realmente progressiva - basata, magari, su 
  • un massiccio piano di investimenti pubblici, 
  • sulla rinazionalizzazione dei settori strategici ecc. 
- si ritroverebbe, infatti, esattamente nella medesima posizione. Così come vi si ritroverebbe un eventuale governo a maggioranza Lega, che - a questo punto sembra chiaro - non sembra minimamente interessata a rompere veramente con il regime di Maastricht.

In definitiva, il vero dramma dell'Italia è quello di essere una colonia la cui classe politica non ha il coraggio di ammettere che sia tale. La crisi organica dell'Italia non avrà soluzione finché non se ne affronterà la causa di fondo: la fondamentale incompatibilità tra democrazia e moneta unica.

*da Facebook
Notizia del: 10/08/2019

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