L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 7 agosto 2019

Nei fatti si è aperto la crisi di governo. Conte è obbligato a dimettersi ora adesso subito

POLITICA
07/08/2019 10:11 CEST | Aggiornato 4 ore fa

Passa la mozione Pd sulla Tav (col sì della Lega). Zanda: "Sarebbe stato meglio uscire"
Tra i dem si litiga. Il tesoriere: "Ho votato per disciplina di gruppo"

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La mozione pro Tav del Pd è stata approvata con 180 sì. Il documento, presentato al Senato, è stato modificato poco prima del voto. Il testo, solo due righe, “impegna il governo ad adottare tutte le iniziative necessarie per consentire la rapida realizzazione della nuova linea ferroviaria Tav Torino-Lione”. Tolte tutte le premesse che ricostruivano l’iter dell’opera e contenevano critiche nei confronti delle posizioni assunte da governo e maggioranza attuali. Un testo che a questo punto che può essere votato da tutte le forze politiche favorevoli all’infrastruttura, compresa quindi la Lega. Che infatti annuncia il proprio Sì alla mozione Pd: “Sono due righe, la votiamo certamente, votiamo sì”, conferma Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato.

VIDEO Marcucci: “Maggioranza non esiste più, Conte si dimetta”

Ha gridato all’inciucio il Movimento 5 Stelle. “Abbiamo portato il Tav in Parlamento e sono venuti allo scoperto! Ma la cosa più ridicola è che la Lega li sostiene dopo che il Pd ha presentato una mozione di sfiducia su Salvini. L’inciucio è servito! Aprite gli occhi!”, scrive su Facebook il M5S, commentando l’annuncio del capogruppo leghista del sì a favore di tutte le mozioni pro-Tav, inclusa quella del Pd.

Il clima - già caldo tra gli esponenti di governo gialloverde - si riscalda tra i banchi dell’opposizione. Il tesoriere dei dem Luigi Zanda ha attaccato Matteo Renzi sulle pagine di Repubblica: “Era il segretario dem e il premier. Quella campagna ha allontanato dal centrosinistra una parte molto vasta del nostro elettorato. Aveva promesso che in caso di sconfitta avrebbe abbandonato la politica ma non l’ha fatto”. A margine della votazione ha rincarato la dose: “Sono a favore della Tav ma ho votato per disciplina del gruppo, perché politicamente sarebbe stato molto più utile uscire dall’Aula”. Allontanarsi dall’aula di Palazzo Madama, continua il tesoriere, “poteva aiutare a fare emergere con più forza l’incompatibilità ormai conclamata tra Lega e M5s: c’erano ministri della Lega da una parte e M5s dall’altra. Ma sarebbe stato utile uscire dall’Aula anche per noi perché non mi è piaciuto vedere il voto Pd accostato a Lega, Fi e Fdi”.

A rispondere alle critiche di Zanda, in particolare quella riferita a Matteo Renzi sulle pagine di Repubblica, ci pensa, su Twitter, il senatore del Pd Ernesto Magorno: ”È un giorno importante in cui potrebbe succedere di tutto, è un giorno che potrebbe rivelarsi fondamentale per le sorti del governo. Eppure, invece di pensare al Tav, il Pd di Zanda non ha meglio di fare che attaccare Renzi. Un atteggiamento vergognoso che arreca danni a tutti”.

È un giorno importante in cui potrebbe succedere di tutto, è un giorno che potrebbe rivelarsi fondamentale per le sorti del governo. Eppure, invece di pensare al #Tav, il #Pd di Zanda non ha meglio di fare che attaccare #Renzi. Un atteggiamento vergognoso che arreca danni a tutti

A scuotere le opposizioni ci aveva pensato nella giornata di ieri Carlo Calenda. L’eurodeputato del Pd, con un video pubblicato su Twitter, ha lanciato il suo appello, rivolto anche ai suoi colleghi di partito: “Se le opposizioni lasciassero questi due buffoni che stanno tenendo il Paese in ostaggio da mesi con le loro diatribe da adolescenti a vedersela tra di loro, allora il governo potrebbe davvero cadere. Viceversa, se l’opposizione deciderà di fare altro - prosegue l’eurodeputato -, di presentare mozioni, di fare altre iniziative stravaganti, quello che succederà è che avremo salvato questo governo. Facciamolo cadere, fatelo cadere”. 

Luciano Nobili, della Direzione Nazionale del Pd, risponde a Calenda invitando i dem all'unione: "Abbiamo perso, vediamo di non perderci". Il deputato ha anche attaccato il M5s, scrivendo che "non ha alcuna intenzione di rinunciare alle poltrone", e sostenendo che "una mozione burletta non fa cadere il governo".

Perché Carlo il #M5S non ha alcuna intenzione di rinunciare alle poltrone. Perché una mozione burletta non fa cadere il governo come sai.
Perché di fronte ad un voto #noTav il @pdnetwork non può astenersi, facendo così un regalo a #Salvini.
Abbiamo perso, vediamo di non perderci. https://twitter.com/carlocalenda/status/1158752399487569922 …

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