L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 10 agosto 2019

NoTav - fogli di via, non esistono più

post — 10 Agosto 2019 at 01:55


L’appuntamento venerdì era alle 10,30 al bar di fronte la Caserma dei Carabinieri a Susa. Nonostante l’esodo estivo e l’impegno delle ultime settimane, in tantissimi ci si è ritrovati per fare colazione insieme e poi attendere i No Tav convocati dai carabinieri nei giorni scorsi.

Nella giornata in cui ci eravamo preparati alla mobilitazione per accogliere il Cirio in salsa leghista che poi ha saggiamente optato per un imbarazzante dietrofront, non poteva mancare il sostegno ai No Tav colpiti dalle lunghe mani della questura torinese.

E infatti ,mentre i nostri si alternavano all’interno della caserma per uscirne con denunce e fogli di via, i giornali pubblicavano la tempestiva velina che informava di ben 82 denunce e 28 fogli di via per le proteste dello scorso mese al cantiere di Chiomonte. Questa teoria dei grandi numeri pare infatti essere l’ultima trovata del questore per provare ad impressionarci, considerando che tutte le altre combinazioni sperimentate assiduamente negli ultimi 10 anni hanno miseramente fallito (facendo addirittura ottenere il risultato opposto da quello sperato).

Noi valsusini siamo gente che rispetta gli impegni, conclusa la tappa caserma ci si è infatti spostati a Chiomonte per volantinare ed informare gli abitanti dello scampato pericolo (la visita deprimente della banda del buco) per poi rilanciare un nuovo appuntamento tardo pomeridiano.

E’ così che alle 18,30 ci si è ritrovati ai cancelli della centrale elettrica di Chiomonte per consumare il consueto apericena No Tav e restituire al mittente denunce e fogli di via a cui si è dato semplicemente fuoco.

Un gesto piuttosto chiaro pensiamo, che non necessita altre specificazioni.

Per noi una giornata positiva, se non addirittura divertente.

Provateci ancora!

Avanti No Tav!

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