L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 9 agosto 2019

Questo governo sancisce l'irrilevanza dell'Italia, unico vagito l'accordo con la Cina

L’EX ITALIA NON HA NIENTE DA DIRE SU LIBIA, IRAN, RUSSIA, CINA E TUTTO IL RESTO

Pubblicato 07/08/2019

DI ALBERTO NEGRI


Con un progressivo slittamento verso l’irrilevanza _ di governo in governo, di opposizione in opposizione _ l’Italia in politica estera è ormai un ex stato. Non ha nulla dire sulle maggiori questioni internazionali, anche quelle come Libia e Iran che la riguardano da vicino. Sul Tevere l’edificio bianco della Farnesina appare come un meteorite, pellegrinaggio degli adoratori del Grande Nulla nel vuoto di agosto

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