L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 3 agosto 2019

Roma - Il burocrate Zingaretti ripropone per la capitale una nuova Malagrotta, se questo è il piano dei rifiuti licenziato dalla regione Lazio, possiamo dire che hanno capito tutto, via ai privati

SULL’EMERGENZA

Roma, Regione approva il piano rifiuti. Ma è scontro con Raggi
Autosufficienza della Capitale nella gestione dei rifiuti con impianti per il trattamento e lo smaltimento, ovvero con una discarica di servizio. La sindaca: « Zingaretti minaccia i romani con una nuova Malagrotta?»

di Redazione Roma
2 agosto 2019


Autosufficienza di Roma nella gestione dei rifiuti con impianti per il trattamento e lo smaltimento, ovvero con una discarica di servizio. Lo prevede il Piano rifiuti 2019-2025 approvato venerdì pomeriggio dalla giunta regionale del Lazio. Inoltre è previsto l’innovativo presidio industriale di Colleferro, la raccolta differenziata al 70% nel Lazio entro il 2025, legalità e investimenti regionali per sostenere Comuni e aziende pubbliche nella realizzazione di impianti per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti. Sul piano la sindaca Virginia Raggi twitta polemica: «Abbiamo aspettato la Regione Lazio 7 anni per il piano rifiuti e ora propongono una nuova discarica a Roma, una nuova Malagrotta. Cosa fa Nicola Zingaretti minaccia i romani?».

Il nuovo sito «green»

Nel Piano rifiuti regionale è ricompresa anche la dismissione del termovalorizzatore di Colleferro, assegnando a LazioAmbiente la progettazione di un nuovo presidio industriale, in cui sarà possibile eseguire processi di lavorazione senza alcuna combustione per estrarre materie dai rifiuti in uscita dai Tmb. Il nuovo complesso vedrà la luce nel 2021. Per contribuire a colmare il gap impiantistico, la Regione stanzierà circa 6 milioni di euro, che verranno messi a disposizione di Comuni e aziende pubbliche del settore, attraverso un bando pubblico, per la realizzazione di impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti. È quanto prevede il Piano rifiuti regionale 2019-2025. I 6 milioni, ha spiegato l’assessore ai Rifiuti Massimiliano Valeriani, sono per il solo 2019 e non è escluso che se la risposta da parte dei soggetti pubblici sarà positiva possano arrivare altri fondi. E se Roma non realizzerà gli impianti e la discarica di servizio? «O gli impianti necessari vengono realizzati dai soggetti pubblici - ha risposto Valeriani - oppure nelle aree compatibili individuate dalle Province, le cosiddette aree bianche, essi potranno essere realizzati dai privati».

«Faro» è l’economia circolare

La Regione, «mira a superare l’approccio dell’economia lineare - è stato spiegato - in cui la produzione genera rifiuti che vanno trattati e smaltiti, per passare invece a un’economia circolare che punta alla riduzione dei rifiuti e ad un recupero di materia». Politiche attive e nuovi investimenti, è previsto dal testo approvato venerdì dalla giunta, permetteranno di favorire la riduzione della produzione di rifiuti e lo sviluppo dell’economia circolare: accordi con la grande distribuzione organizzata per la riduzione degli imballaggi, contrasto del consumo della plastica monouso, introduzione della tariffa puntuale, secondo il principio «meno si inquina e meno si paga», contributi per la creazione di isole ecologiche e centri di compostaggio nei Comuni del Lazio (che negli ultimi anni hanno già ricevuto oltre 87 milioni di euro dalla Regione). Sarà incentivata la promozione dei centri per il riuso alla realizzazione dell’innovativo compound industriale di Colleferro, dove verranno trattati i rifiuti indifferenziati con processi di lavorazione a freddo, permettendo il recupero di materie prime secondarie, senza alcun impatto ambientale, che potranno essere rimesse sul mercato.

Zingaretti: «Inceneritori? Non in Piano, ma dipende»

«Se servono nuovi inceneritori nel Lazio? Dipende da quello che succede - ha risposto Zingaretti ai cronisti - Se la differenziata cala, i rifiuti non vengono ridotti... non c’è la bacchetta magica. Il Lazio deve arrivare al 70% di differenziata, dobbiamo arrivare alla riduzione dei rifiuti prodotti, se la sfida sarà raccolta dai sindaci, lo vedremo tra due-tre anni, il ciclo sarà totalmente ecosostenibile. Penso che nessun sindaco si auguri di arrivare a un inceneritore ma è un obiettivo, è una sfida. Se da domani Roma e i Comuni del Lazio cominciano a non fare più la raccolta differenziata e non si diminuisce la quantità rifiuti prodotti comincia a entrare in tilt tutto. È divertente che si dica - ha aggiunto, facendo riferimento alle posizioni del M5s e all’uso di inceneritori fuori dal Lazio per far fronte alle esigenze di Roma - `no agli inceneritori qui perché uccidono i bambini´. Questo, di conseguenza, dovrebbe portare a una riduzione della quantità di rifiuti prodotti e a un aumento della raccolta differenziata. Invece si dice: `non qui perché uccidono i bambini, ma andiamo a ucciderli in qualche altra parte del mondo´. Siamo dentro a un loop strano».


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