L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 3 agosto 2019

Roma - Zingaretti fa la cresta sulla monnezza, forse. Uno dei meccanismi per rubare e dichiarare 100 quando invece si fa 70. E il corrotto euroimbecille Pd in svariate situazioni ha usato questo meccanismo. Sanità romana docet

LA LETTERA
Rifiuti, Raggi scrive a Costa: «Sui dati della Regione i conti non tornano»

Sulla capacità di smaltimento degli impianti di trattamento nel territorio del Lazio e la produzione che la stessa Regione dichiara nell’ultima ordinanza firmata dal presidente Zingaretti

di Redazione Roma
1 agosto 2019


Secondo la sindaca di Roma Virginia Raggi qualcosa non quadra tra i dati forniti dalla Regione sulla capacità di smaltimento degli impianti di trattamento dei rifiuti nel territorio del Lazio e la produzione che la stessa Regione dichiara nell’ultima ordinanza firmata dal presidente Nicola Zingaretti. Per Raggi c’è un «disallineamento» - così lo definisce la sindaca Virginia Raggi in una missiva ufficiale inviata al ministero dell’Ambiente, alla Prefettura, alla presidenza del Consiglio e alla Regione - «di circa un milione di tonnellate di rifiuti indifferenziati all’anno che la Regione potrebbe trattare ma che, probabilmente, non tratta».

Il disallineamento nei conti

Secondo il testo inviato dal Campidoglio, infatti, «nell’ordinanza di Zingaretti viene indicata una capacità di trattamento annuo complessiva di 2.580.000 tonnellate ma, parallelamente, nelle linee strategiche del Piano di gestione rifiuti della Regione Lazio si ricava che la produzione complessiva regionale di rifiuti indifferenziati nell’anno 2017 ammonterebbe a circa un milione e 600 mila tonnellate». Stando così le cose, osserva Raggi, «sembrerebbe dunque che gli impianti regionali, secondo i dati ufficiali della Regione, possano accogliere e trattare tutta la produzione di indifferenziato di Roma Capitale. Perché, dunque, questi rifiuti non vengono acquisiti dagli impianti regionali?». Questo il quesito finale della lettera che fa riferimento anche al prossimo incontro della cabina di regia tra Campidoglio, Regione Lazio e ministero dell’Ambiente.

1 agosto 2019 | 20:42

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