L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 3 agosto 2019

Si danno 11 pugnalate con un coltello da professionista portato dagli Stati Uniti, e poi nel giro di qualche minuto si alza una rete di depistaggio. La verità deve essere nascosta, le persone non devono sapere

Fini: "Cerciello Rega un incapace e il collega Andrea Varriale buttato a terra"

La polemica è di Massimo Fini, noto per il suo atteggiamento anarchico e le critiche feroci all'Occidente


Un inatteso attacco al vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, ucciso una settimana fa dall'americano Fiinnegan Lee Elder e al suo collega carabiniere Andrea Varriale arriva sulle pagine de Il Fatto Quotidiano. L'articolo è di Massimo Fini, uno dei giornalisti più popolari in Italia, conosciuto per i suoi atteggiamenti da anarchico e per le sue feroci critiche all'Occidente. Fini sostiene che il vicebrigadiere Cerciello Rega avendo dimenticato la pistola d’ordinanza in caserma pur essendo in servizio, più che un eroe gli sembra un incapace, e anche il collega carabiniere Andrea Varriale, "sopraffatto e buttato a terra" dal ragazzo americano, come ha dichiarato Francesco Gargaro, comandante provinciale dei carabinieri di Roma, ha dimostrato di non essere all'altezza del ruolo e ha concluso che "Se queste sono le nostre Forze dell'Ordine siamo freschi". 

L'affondo di Fini sorprende e fa male, Mario Cerciello Rega è stato pianto da un Paese intero e a quanto si è saputo svolgeva la sua professione con coraggio e slancio solidale. Probabilmente quella del giornalista milanese è stata una provocazione ma per molti lettori sarà difficle digerirla. Nel corso degli anni hanno fatto rumore alcuni suoi libri e le tesi sostenute. Ricordiamo "Elogio della guerra", "Sudditi. Manifesto contro la Democrazia", "Il Mullah Omar", la biografia del leader dei Talebani, una figura odiatissima in tutto l'Occidente ma per Massimo Fini, un patriota che difende con coraggio il suo Paese.

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