L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 13 agosto 2019

Sono anni che l'Arabia Saudita fa sventolare davanti al libero mercato che libero non è il fazzoletto rosso di essere quotata. Vedremo

Aramco pronta a diventare una società quotata. E acquista il 20% di Reliance per $75 mld

13 Agosto 2019 - 00:22 

Manca solo il via del governo saudita affinché Aramco diventi una società quotata. Intanto diversifica comprando il 20% dell’indiana Reliance


Saudi Aramco è pronta a diventare una società quotata. E intanto compra il 20% dell’indiana Reliance per 75 miliardi di dollari. Anche per la compagnia più redditizia al mondo e maggiore produttrice di greggio, infatti, con un business incentrato su una risorsa in esaurimento, è tempo di diversificare.

Aramco diventa società quotata?

Nella prima conference call della storia della Aramco, il CFO ha detto agli investitori che la società è pronta a diventare una public company. Per i tempi si aspetta soltanto il via del proprietario, ovvero il regno dell’Arabia Saudita. “La compagnia è pronta per l’IPO. Il tempismo dipende dagli azionisti, che lo annunceranno in base alla loro percezione delle ottimali condizioni del mercato”, ha detto Khalid al-Dabbagh, il chief financial officer.

Fonti interne indicano che il governo saudita sia stato incoraggiato ad aprirsi al mercato azionario dal successo dell’emissione di bond dell’Aprile 2019. In quell’occasione, a fronte di un controvalore collocato atteso non superiore ai 15 miliardi di dollari, Aramco era riuscita a raccogliere ben 85 miliardi. Un ottimo risultato che potrebbe aver accelerato il processo decisionale, tanto che si potrebbe arrivare all’emissione di azioni già nel 2020.

Ci si attende, ovviamente, che sarà la IPO più grande di sempre. Le fonti dicono che il principe Mohammed bin Salman vorrebbe che Aramco fosse valutata 2 mila miliardi, ovvero 500 miliardi in più delle attuali stime.

Aramco acquista 20% di Reliance

La compagnia affronta mercati difficili, di questi tempi, con il prezzo del petrolio volatile e vicino ai minimi 2019. In quest’ottica è da vedere l’accordo da 75 miliardi per l’acquisto della divisione petrolchimica di Reliance Industries Ltd. Aramco vuole estendere il proprio raggio a settori collegati della catena di produzione e distribuzione, come quello del raffinamento, e prendere così contromisure nei confronti dei minori guadagni.

Il bilancio presentato da Saudi Aramco lunedì, 12 luglio, è in calo: nel semestrale, l’utile ha subìto una flessione del 12% a $46,9 miliardi, quando nello stesso periodo del 2018 era a 53 miliardi. Anche il fatturato è diminuito: l’anno scorso era di 167,68 miliardi, nel 2019 di 163,88 miliardi di dollari.

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