L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 10 agosto 2019

Tre indizi fanno una prova

Russia: la misteriosa serie di incidenti a mezzi e basi militari

9 agosto 2019 



Tre gravi incidenti in poco più di un mese. Dopo l’incidente che un mese fa è costato la vita a 14 marinai a bordo del sottomarino AS-12 Losharik (sulle cause del quale è stato posto il segreto di Stato) e l’esplosione di un deposito di munizioni in Siberia un incendio è scoppiato l’8 agosto nella base navale di Severodvinsk, nella regione di Arkhangelsk, dove è di stanza la Flotta del Nord.


Due persone sono morte e 6 sono rimaste ferite secondo il Ministero della Difesa di Mosca (ma la Tass ha riferito di almeno 10 feriti) ed in seguito all’esplosione è stato registrato un temporaneo aumento del livello di radiazioni.

“Il temporaneo aumento dei livelli di radiazione è stato registrato verso mezzogiorno”, ha detto la portavoce delle autorità cittadine, Kseniya Yudina. Il governatore della regione ha dichiarato che non è necessaria l’evacuazione dei civili.

Il ministero della Difesa ha affermato invece che i livelli sono rimasti normali dopo l’emergenza e che non vi sono fughe pericolose nell’atmosfera. Nelle immediate vicinanze della base navale è presente uno dei più grandi centri di stoccaggio di materiale radioattivo del mondo, prelevato per lo più da armi, navi e sottonarini dell’Era Sovietuca dismessi.


Il Rospotrebnadzor, l’autorità per i consumatori, ha precisato che “in città vi sono sei stazioni di monitoraggio che lavorano su base permanente: stiamo valutando di ora in ora la situazione e non ci sono livelli di contaminazione che rappresentino rischi per la salute delle persone”.

L’esplosione sembra abbia interessato un motore jet a propulsione liquida nel corso di un test la cui deflagrazione ha scatenato l’incendio. Un’ altra fonte dei servizi di emergenza, citata dall’agenzia di stampa Ansa, ha parlato di un incendio “a bordo di una nave” e ha ipotizzato un errore nella gestione delle” munizioni” come possibile origine delle fiamme.

Severodvinsk è la “casa” dei sottomarini russi: nei grandi cantieri e arsenali vengono costruiti e assemblati gran parte dei sommergibili della Marina nucleari e convenzionali ma anche missili e siluri.



Il 6 agosto un’esplosione aveva scatenato un gigantesco incendio nel deposito munizioni contenente decine di migliaia di proiettili d’artiglieria della base di Achinsk, nella regione siberiana di Krasnoyarsk. In quel caso almeno 8 persone sono rimaste ferite e15mila state evacuate dai villaggi vicini.


La regione di Krasnoyarsk è tra le più colpite dagli incendi che hanno investito la Siberia anche se non vi sono elementi che l’esplosione del deposito sia da mettere in relazione agli incendi in quella regione o alle alte temperature insolite in quell’area.

Il deposito di munizioni di Achinsk è tra le più vecchie installazioni dell’esercito russo e il suo smantellamento è previsto entro il 2022.

La serie ravvicinata di gravi incidenti che hanno colpito le forze militari russe costituisce fonte d’imbarazzo per Mosca e per il Ministero della Difesa mentre gli scarsi dettagli forniti sulle circostanze in cui sono avvenuti gli incidenti lasciano aperta anche l’ipotesi che possa essersi trattato di sabotaggi.

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