L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 25 settembre 2019

Il fanfulla che non si è presentato in Commissione antimafia viene querelato

Il rosario e la ‘ndrangheta: scambio di querele tra Salvini e Morra


redazioneweb@agenziadire.com

"Caro ex Ministro- dice Morra-, usi la solita vecchia ed ipocrita tecnica di cambiare le parole da me pronunciate in Aula attribuendomene altre"

ROMA – “Matteo Salvini mi querela. ‘Io non ho mai querelato nessuno. L’unico che ho deciso di portare in tribunale è quel cretino di Nicola Morra’ ha detto. Poi, come spesso fa per difendere le sue posizioni, falsifica le informazioni: ‘Ma dico io è possibile dire che chi bacia il rosario manda dei messaggi alla ’ndrangheta?'”. Lo scrive su facebook Nicola Morra (M5s), presidente dell’Antimafia, annunciando che anche lui adirà “le vie legali”.


“Caro ex Ministro- dice Morra-, usi la solita vecchia ed ipocrita tecnica di cambiare le parole da me pronunciate in Aula attribuendomene altre. Puoi trovare tutto, se hai problemi di memoria, su questa pagina o sul sito ufficiale del Senato, sempre che tu sappia accedervi, vista la tua scarsa ottemperanza dei doveri di partecipazione ai lavori del Parlamento per cui sei stato eletto. Ti ricordo però che il rispetto fra persone, oltre che fra istituzioni, vuole che il titolare dell’azione di contrasto alla criminalità organizzata di stampo mafioso abbia un’interlocuzione positiva e rispettosa con chi rappresenta il Parlamento nella veste di presidente della Commissione antimafia, al fine di operare in sinergia con lo stesso per ottimizzare l’azione dello stato contro le mafie”.


E aggiunge: “Matteo continua: ‘Io so solo che dove c’è la Lega non c’è la ’ndrangheta e che come ho fatto quand’ero ministro la combatteremo con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione’. Dove c’è la Lega non c’è la ‘ndrangheta? E la mafia nelle regioni del Nord (in Val d’Aosta, in Veneto, in Lombardia, in Liguria, in Piemonte) e nei Comuni in cui governate anche voi ce la siamo inventata noi?! Mi sembra asserzione e non argomentazione, affermazione dogmatica ed aprioristica non fondata su dati di fatto. La mafia è ovunque, anche a Roma come abbiamo visto (nuovamente) ieri. Non è negandone l’esistenza che essa sparisce, ma combattendola”.

In certi contesti, spiega Morra, “come volevano coloro che la ‘ndrangheta e Cosa Nostra l’hanno combattute veramente, son le frequentazioni che danno l’idea di chi si sia. Per questo ti suggerisco di usare maggiore prudenza, perchéanche incautamente, come avrai verificato, si possono commettere errori, anche per un semplice selfie”. E conclude: “Ah, ti anticipo che adirò le vie legali”.

Nessun commento:

Posta un commento