L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 30 settembre 2019

Roma - guerra della monnezza - dopo la chiusura di Malagrotta il nulla, la regione Lazio non se ne è accorta

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Roma, Virginia Raggi: «Lo denuncio pubblicamente: sui rifiuti sono stata lasciata sola»

Silenzi e FalsitàPOSTED ON SETTEMBRE 30, 2019



«Sui rifiuti sono stata lasciata sola. Voglio ricordare tutti gli episodi di intimidazione che abbiamo ricevuto: l’incendio improvviso dei mezzi del servizio giardini, gli incendi dei cassonetti, l’incendio al Tmb Salario, l’impianto che trattava un quarto dei rifiuti di Roma. È stato liquidato come un incendio. Io sono stata lasciata sola».

Così la sindaca di Roma, Virginia Raggi, su Facebook.

«Lo voglio dire, lo denuncio pubblicamente. Avrei avuto bisogno dell’intervento di tutte le istituzioni che avrebbero dovuto dire: “Ohibò! Mettiamoci subito tutti insieme a lavoro e diamo immediatamente uno sbocco a Roma che è la Capitale d’Italia e che produce circa 5.000 tonnellate di rifiuti al giorno.” Non è stato fatto e io mi sono dovuta arrangiare, con evidenti criticità in città. Che faccio, me la mangio l’immondizia?» si chiede Raggi.

«L’11 Dicembre» ricorda «c’è stato l’incendio, il 12 Dicembre ho subito scritto ai ministeri dell’Ambiente, della Difesa e dell’Interno chiedendo un presidio fuori dal Tmb di Rocca Cencia perché quell’impianto è diventato ‘strategico’. Ho chiesto di far mettere un presidio dell’esercito all’esterno dei Tmb di Malagrotta che sono privati ma trattano l’altra parte dei rifiuti di Roma. Non è stato fatto, per mesi».

E ancora: «A Marzo, un altro incendio è scoppiato nel Tmb di Rocca Cencia. Per fortuna è stato domato immediatamente. È stato necessario un blocco di una settimana, chiaramente. Ci vogliamo rendere conto che quello dei rifiuti è un business? E il Comune da solo non ce la può fare. Il Comune si deve occupare della raccolta. Il trattamento e lo smaltimento non li fa il Comune. A Giugno è arrivata l’ordinanza della Regione che ho chiesto ‘a gran voce’. L’ordinanza dice che gli impianti del Lazio devono ricevere i rifiuti di Roma. Il trattamento dei rifiuti funziona cosi: Ama raccoglie i rifiuti, li porta negli impianti di trattamento che li lavorano e poi i rifiuti trattati vengono portati in altri impianti di trattamento che li smaltiscono. È un processo che si divide per fasi».

«Arrivata l’ordinanza finalmente gli impianti di trattamento del Lazio hanno cominciato a prendere i rifiuti di Roma e pian piano la città ha cominciato ad essere pulita, perché Ama sapeva dove portare i rifiuti. A Luglio però gli impianti del Lazio hanno ricominciato a chiudere le porte ai camion di Ama per una serie di motivazioni, tra cui la necessità di manutenzione. A Luglio quindi ho ricominciato a scrivere a tutti (ai ministeri e alla regione) per denunciare che gli impianti non ricevevano più i rifiuti di Roma. Nonostante l’ordinanza, gli impianti del Lazio chiudevano i cancelli ai camion di Ama, provocando un nuovo disagio che si sarebbe protratto anche ad Agosto ma soprattutto a Settembre, quando i cittadini, le famiglie e gli studenti sarebbero tornati dalle vacanze,» spiega la prima cittadina della capitale.

«A quel punto,» continua «ho chiesto di prorogare l’ordinanza e di farla eseguire coattivamente. Un’ordinanza contingibile e urgente viene emanata in un momento straordinario e deve essere rispettata. A fine Luglio ho quindi chiesto di eseguire coattivamente quell’ordinanza perché gli impianti non ci stavano dando ascolto. Ad Agosto ho ‘forzato la mano’ richiedendo ancora una volta riunioni e incontri perché siamo stati lasciati di nuovo soli. Il Comune da solo non ce la può fare. Questa è una della verità su quello che accade. Vogliamo dire che la Raggi è brutta e cattiva perché non raccoglie l’immondizia? Diciamolo. Vogliamo dire che Ama non fa bene il suo lavoro? Diciamolo, Ama ha tanti problemi».

«Però diciamo anche quello che non viene detto e raccontato: c’è tutta una catena a valle che non funziona e non sta funzionando. L’effetto è che i rifiuti sono nelle strade di Roma. Arriverà ‘qualcuno’ che dirà che per risolvere l’emergenza dei rifiuti serve un impianto fatto velocemente, senza norme, senza regole. Questo è quello che accade. È mafia? Non lo so, non ho la pretesa di dire che è mafia. Però vi dico cosa accadrà. Accadrà che si andrà in deroga per risolvere un’emergenza che ‘non si poteva prevedere’ o risolvere in un ‘altro modo’. Che strumenti abbiamo noi sindaci? Abbiamo la legge che a volte non è uno strumento popolare, che crea consenso. Ma forse è la strada giusta per risolvere i problemi,» conclude.
Guarda il video:
https://www.silenziefalsita.it/2019/09/30/roma-virginia-raggi-lo-denuncio-pubblicamente-sui-rifiuti-sono-stata-lasciata-sola/

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