L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 19 ottobre 2019

affidiamoci indefessi alla borgatara di Roma e risolviamo tutti i nostri dubbi e perplessità

Il maschio è inutile


Roma, 4 ottobre 2019

Poiché, come è emerso, assai naturalmente, in una conversazione digitale col Poliscriba, non c’è nulla da fare per l’Italia, almeno divertiamoci (non so se questa era la vera intenzione riposta del mio interlocutore, ma l’ho intesa così).

Il tratto diaristico del blog è innegabile. D’altra parte cos’è un blog se non il resoconto d’uno scialo di triti fatti, per dirla col poeta? Questa forma, purtroppo, costituisce il suo punto debole. Come se un estraneo volesse sbirciare in un diario e aprisse una pagina a caso: la ricostruzione della personalità di chi lo scrisse sarebbe assai difficile basandosi su quell’unico modo dell’anima. Come nel post sulla caduta del governo che “era nei patti”: ma che ci azzecca, avrà detto qualcuno, quella coda sui Saraceni e sugli uccisori dei Saraceni? Bisognerebbe leggerli tutti, i post, soprattutto quelli iniziali, più sciatti, per comprendere qualcosa: per avere contezza della vita d’un uomo occorre ingoiare il mondo, disse, a giusto proposito, Tahar ben Jelloun.

E però divertiamoci: ci si conceda questa vacanza. Non ho più voglia di impegnarmi.

Quando, in un paese che ha collezionato individui di genio assoluto, un paese che è paradigma e matrice delle maggiori manifestazioni dell’animo umano, dalle Pandette all’ingegneria alle tempere grasse – quando si ha un passato di spaventevole ricchezza e ci si ritrova con una paccottiglia anarchica senza alto né basso, che riuscirebbe a equivocare, sprovvista com’è di mezzi logici, un fischio per un fiasco, allora non possiamo che limitarci al divertimento.

Esempio. Nel 2018 vinsero, a mani basse, due liste antieuropiste. Entrambe si accordarono per una coalizione di governo: 57%! Un 57% lanciato ad ariete contro Bruxelles e le sue riforme da Monarchia Universale! Senza contare che c’era, all’opposizione, un altro 10%-15% (Fratelli d’Italia, Forza Italia) a cui tali istanze non avrebbero dovuto risultare così estranee (nome omen, o no?). Due Italiani su tre, insomma, erano partiti - matita copiativa in resta - contro il Saracino della giostra di Bruxelles: per farlo a pezzi.

Dopo un anno (un anno!), senza passare per elezioni, ci si ritrova con la coalizione più europeista di sempre, lanciata, invece, clistere in resta, contro i propri stessi elettori.

All’opposizione un tal Salvini, più un ottuagenario ricattabile e la consueta tizia dei Fratelli dell’Italia. Quest’ultima l’ho adocchiata, recentemente, a un comizio (via televisione, beninteso); non volevo credere a ciò che guardavo, davvero. No, no, mi dicevo, Caradonna, allora, è passato invano; i fratelli Mattei, la marcia su Roma, Céline, Almirante, i fasci di ogni ordine e grado, tutto invano; no, non è possibile, no … no … possibile questo? … non voglio crederci … ma è possibile? Possibile questo? Selfies, rodomontate, sparate all’amatriciana … ma è possibile questo?

A fronte di tale disfatta (raccogliere voti a destra o presso una stazione del risentimento assai prossima all’insurrezione morale di destra per poi volgerli al contrario), il controinformatore, ovvero quella figurina flebile e impotente, che spignatta sui fornelli della rivoluzione impossibile, non fa una piega. Non si domanda: come è possibile questo? Cosa fa, il fessacchiotto? Si schiera con la presunta vittima, magari: quello da votare al prossimo giro! Il gioco delle tre carte (il truffatore, il compare, il micco) non rivela alcunché alla sua psicologia da farlocco. D’altra parte, a ragione: il gioco delle tre carte esiste da tempi immemorabili e da tempi immemorabili ci cascano tutti. I meccanismi sono implacabili e si chiudono a scatto ogni volta. Anche Garrincha, l’ala destra brasiliana, operava in tal senso: sempre la stessa finta; il marcatore ci cadeva ogni volta perché conoscenza e azione muovono su piani differenti. L’istinto domina sulla ragione; per far prevalere il cervello nella mischia occorrono anni di allenamento, ma il sudore non piace a tutti. E così Garrincha fintava verso il centro, il micco chiudeva lì, e lui, senza uno iato nel movimento naturalissimo del suo corpo, sfuggiva, invece, all’esterno: seguiva cross teso nell’area piccola: qualunque babbeo poteva toccare in rete quel pallone, la frittata difensiva era compiuta.

Comprendere, con uno sforzo cerebrale nemmeno troppo possente, che il trucco si nasconde nello strumento (la democrazia liberale, le elezioni, la democrazia moderna tout court) pare difficile per l’uomo comune. Capire che libertà può sussistere senza matita copiativa, anche. Purtroppo il Super-Ego del miccus digitalis è potente: trasgredire a tale comandamento principe (voto=democrazia=libertà) gli pare una ribellione insana, un incesto costituzionale.

Il Super-Ego, “una sorta di censore che giudica gli atti e i desideri dell’uomo” (cito da Freud), è una splendida trovata. Si ripete, ancora oggi, che il Super-Ego è costituito in seno alla famiglia e poi nella società et cetera, ma oramai son tutte balle. Il Super-Ego, da almeno mezzo secolo, lo forma il Potere attraverso la scuola, abolita la famiglia e ogni altro antico e venerabile tentativo di socializzazione (confraternite, ginecei, esercito, piazzetta, muretto, categorie di lavoro …).

Dagli anni Sessanta sono stati istituiti, con la complicità degli eletti democratici (leggi: traditori della Patria), nuovissimi Super-Ego. Il Super-Ego dell’Anti-Italianità, del Buon Negro (evoluto poi nella figura archetipa del Buon Migrante), dell’Evasore Fiscale e del Contante Sporco, della Donna da Liberare, dell’Ecologista Buono, del Maschio Eterosessual-Sopraffattore, del Maschio Omo-Sensibile, della Puttana Sfruttata di Buon Cuore, del Cristiano Ipocrita, del Nordico Evoluto (o del Latino Retrogrado) e così via.

Incredibile come tali concrezioni, del tutto estranee all’animo Italiano profondo, si siano accresciute e indurite tanto da farsi nuova psicologia di massa in brevissimo tempo. Attenzione! Lavoriamo un po’ di bisturi! Ciò non vuol dire, a esempio, che l’ecologismo sia da rigettare. Si intende, cum grano salis, che tale nuovo ecologismo non è altro che lo strumento per arrivare al dominio di circa dieci miliardi di esseri umani riuniti in una immane Monarchia Universalis. Per quanto possa sembrare incredibile, la pietà verso gli animali e la reverenza verso la natura è sempre esistita. Vegetariani e avversari dei sacrifici cruenti, come Plutarco, furono araldi di tali sensibilità eterne. Viceversa, chi reca un cane col cappotto al parco è solo una barzelletta del Potere. Goethe, a tale proposito, potrebbe dare lezioni: tesseva lodi celesti alla natura e agli animali, ma non sopportava i cani; i cani molesti; i cani utili, invece, rientravano nella sua idea di giusta gerarchia. Greta è la barzelletta dell’ecologismo, così come la Rackete della pietà verso il prossimo, la Klein della rivoluzione. Sono strumenti ridicoli (per me) eppure efficaci per addomesticare il minchione che dorme nell’omarino del futuro, privo di qualsiasi raffronto storico, poiché il minchione la storia la ignora e crede che sia nata con lui (esempio: chi difende i cani è convinto che l’amore per gli animali sia sorto attorno al 2000, cioè da quando lui si è fatto un botolo col cappottino).

Il Super-Ego Indotto, ragazzi, si basa sulla stupidità (mancanza di logica aristotelica) e sull’ignoranza (preterizione del passato). Questa Umanità Nuova ha la certezza che la Bontà sia suo esclusivo appannaggio: da un par di decenni o giù di lì: da quando gli hanno instillato questo sentimento, insomma. Prima (prima che il Potere gli facesse balenare questa rivelazione), il mondo era composto da gente brutta, sporca e cattiva. Per fortuna poi è arrivata la democrazia reale e anche l’Italia si è evoluta … in senso nordico … poiché le democrazie nordiche sono le più risalenti … addirittura in Islanda c’era la democrazia già nell’anno Mille … proprio quando Italianuzzi e Massacratori Limitrofi, sobillati dal Papa, andavano a pastellare gli Infedeli in Terrasanta … e quindi finlandesi, svedesi, danesi, norvegesi e sì, pure i crucchi, ci insegneranno a vivere … a vivere nella libertà, nel rispetto del prossimo … in totale ed ecumenica corrispondenza d’amorosi sensi col panda e il rinoceronte nero d’Africa … le vittime del mondo brutale che c’era prima: vittime il panda e il dodo e il rinoceronte nonché i gay, le donne e pure Rosa Parks, quella che non si alzava dal posto sull’autobus, una lezione talmente ben assimilata che gli africani non scollano il culo dal posto sull’autobus manco se vedono un reduce dai carnai di Verdun (dove si distinse, confessiamolo, quello zozzone di Pétain).

Ma il Super-Ego che mi fa più sghignazzare è quello di Kunta Kinte. Sì, piccini miei, Kunta Kinte. Perché il Potere la sa lunga, più lunga di voi tutti messi assieme. Con me non attacca perché non vivo in questo secolo, ma con la maggior parte di voi … instillano il Super-Ego a tradimento, con un clistere mediatico, tanto da ritrovarvi gli intestini rigonfi di bontà … e allora ne avrete da scorreggiare … da scorreggiare a comando le più truci esaltazioni di amore universale …

Avete visto la pubblicità della Coca Cola? Avete ben compreso cosa afferma? Per il 99% del miccume quello è un messaggio volto a far acquistare una bevanda! Roba da chiodi! E la pubblicità Sprite l’avete vista? Ragazzi, queste sono cose importanti! Salvini e Di Maio son semplici coglioni da joystick! Ma il testo, le immagini subliminali di quelle due bevande da carie galoppante … quello è il futuro che si acconcia per voi! Si annida nello stomaco, nel retto, nell’esofago … in maniera così maliziosa che dovrete inevitabilmente cacare e vomitare quelle scempiaggini innaturali! Volenti o nolenti! Vi verranno alle labbra (o all’ano) con una docilità e una spontaneità incredibili! Hai voglia, poi, a fare il fascista … potrete pure farlo il fascista, ma vi sentirete in colpa perché il Giudice Morale delle Vostre Vite è lì, in corpo … in corpore vili, verrebbe da dire … su corpi da esperimento … cavie … topolini da allevamento.

Stanley Kubrick la sapeva lunga … l’Alex di Arancia meccanica vomita dopo aver tentato un atto di violenza … gli tocca fare il barboncino e leccare la suola dell’allevatore di turno.

Il Super-Ego di Kunta Kinte è uno spasso. Si crede, da parte di alcune ex femmine, che il bianco italico sia una sorta di pitecantropo stile Lando Buzzanca (basti vedere un filmino: L’uccello migratore) e lo straniero (uno qualsiasi) il ricetto delle virtù maritali. E così abbiamo sempre più coppie disparate, da delirio. L’accoppiata femminista-di-mezza-età con africano-ancor-vigoroso è da teatrino della commedia dell’arte postmoderna: corna, neghittosità, insolvenze, fuitine, rappresaglie, avidità da membro membruto … tutto si miscela per il divertimento di chi sa … le coppie col nordafricano-islamico che si comporta come Ferry Boat ne I soliti ignoti … fonte di altrettante risate … ma qui la farsa dilaga … ci si impone ogni violenza a sé stessi nel nome del Potere che prevarica grazie ai Super-Ego confezionati nei gabinetti di chimica dell’istupidimento di massa … voglio, forse, come donna, un riposante cinquantenne italiano con la canottiera? Ma no, io anelo l’innocenza di Kunta Kinte … ed eccole servite, allora … ma c’è di più: la giovinetta che crede di aver sposato l’uomo copertina di Men’s Health e si ritrova un allocco già stanco di sesso a trent’anni … o, viceversa, chi crede di aver accalappiato una sex-machine e la guarda, la sera, in ciabatte al chiar di luna televisivo, davanti a Insinna …

Non vogliate credere ch’io sia antifemminista, antiecologista, anti-anti-razzista … devo ripetermi … no, signori, io mi ergo contro le parodie del femminismo, dell’ecologismo, dell’antirazzismo e del climaterio ...

Ma già intravedo, nel futuricchio che aspetta insonne, lungo la linea dell’orizzonte degli eventi, a cosa prelude tutto questo. Alla scomparsa del maschio. Qui si vuole arrivare , al crollo del cromosoma Y ... d’altra parte già vi è una teoria in proposito … nel Neolitico i maschi si dimezzarono … anzi, di più … quasi si estinsero, tanto che il rapporto maschio-femmina scivolò a 1/17 … state a sentire perché cosmica … e ciò, il disastro maschile, accadde perché i Nostri, rincoglioniti dal patriarcato aggressivo, si scannavano fra loro rubandosi le femmine gli uni con gli altri … si ordivano, perciò, massacri di maschi … e stupri terribili … di massa … finché … finché, forse, per reazione, non si stabilì una sorta di età dell’oro, di pacifico matriarcato (quello studiato da Bachofen?) che rimise le cose a posto. Rinfoderata la spada della protervia nella vagina della quiescenza, l’umanità scivolò in un soporoso pacifismo da Mulino Bianco …

Autori della ricerca sono tre mammalucchi della Stanford University: Tian Chen Zeng, Alan J. Aw, Marcus W. Feldman. Che siano mammalucchi o, assai più probabile, che ci prendano per mammalucchi lo desumo dai conti della serva: se la popolazione maschile si è dimezzata (da 20 a 10 milioni) tanto da originare il rapporto 1/17 con la popolazione femminile, a quanto ammontava quest’ultima? A 170 milioni?

La cosa più probabile è che tale studio non esista. Se esiste non è che il tassello di un nuovo Super-Ego Indotto: il Maschio Inutile.

Il candidato indichi, a naso, colui che, fra i tre energumeni, dirige le danze concettuali:

- Tian Chen Zeng
- Alan J. Aw
- Marcus W. Feldman

In effetti, a ben considerare, i maschi sono ormai di troppo. Parliamoci chiaro: l’unico loro valore risiede nello sperma, ovvero nelle potenzialità della riproduzione. In questi tempi mirabili, tuttavia, non c’è molta voglia né di riproduzione né di sperma: lo schizzetto, poi, ammesso che serva, potrà essere sintetizzato in tutta comodità e recato a domicilio, liofilizzato, magari nelle cialde pubblicizzate da Clooney.

Telmo Pievani, uno dei pasdaran della Tecnica Postcapitalista (leggi: ex Scienza) c’ha pure scritto un libercolo sul maschio inutile titolato, con sprezzo dell’originalità, Il maschio è inutile. Ecco il sunto tratto da Amazon:
“Non è più tempo di certezze. Nel Pleistocene i maschi facevano i maschi e le femmine facevano le femmine, o almeno così ci hanno raccontato. Adesso è tutto più complicato e si affaccia il sospetto che, in natura, il sesso debole sia quello maschile. In alcuni pesci, i maschi sono diventati "nani parassiti": la loro funzione è solo quella di contribuire alla fecondazione in cambio di cibo. In altri, il maschio si è trasformato in un'appendice penzolante dal corpaccione della femmina: un mero serbatoio di spermatozoi. Neanche in un fanta-horror femminista si sarebbero spinti a tanto. In altri casi ancora, le femmine fanno tutto da sole o cambiano sesso all'occorrenza. I maschi, dal canto loro, si ammazzano di fatica per farsi scegliere dalle femmine. Non va tanto bene nemmeno per noi mammiferi: il sesso è costoso, anche se ci regala piacere e sempre nuova diversità. Pare addirittura che i cromosomi maschili siano più instabili, in decadimento. Il maschio si sta estinguendo e fra non molto persino le femmine di primati troveranno soluzioni alternative per far proseguire comunque l'evoluzione. Forse anche per questo il maschio è sempre più nervoso: sente che gli manca il terreno sotto i piedi. La natura ci sta dicendo qualcosa che riguarda anche noi, e poco male: il mondo trabocca di inutilità e gli uomini rientreranno a buon titolo nella categoria del superfluo. A meno che non smettano di fare i maschi da cartolina, come gli uomini teneri e sorprendenti raccontati qui ...”.

Compiti a casa: il candidato ricerchi, nelle pubblicazioni degli ultimi dieci anni, un saggio sulla comparsa nefasta del buco dell’ozono.

Tutta una barzelletta, dai. Svaghiamoci, chiudiamo le risse ... andiamocene in vacanza. Io parto stasera ... non ho nemmeno riletto ...

PS. Per il coglione che scrive commenti da coglione (li cancello ogni volta): basta cinque contro uno, almeno per questo fine settimana, dai ...

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