L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 31 ottobre 2019

E' guerra vera è guerra totale, niente illusioni - la trattativa è solo un abbaglio per gli imbecilli

Guerra commerciale: mercati in rosso dopo dichiarazioni della Cina
31 Ottobre 2019 - 12:08

I mercati oggi di nuovo in rosso a causa della guerra commerciale: la Cina ha messo in dubbio l’accordo con gli USA. Le ultime notizie 
 


Guerra commerciale: i mercati oggi sono tornati a soffrire a causa delle ultime dichiarazioni provenienti dalla Cina.

L’ottimismo delle ultime settimane, già affievolitosi nei giorni scorsi, ha continuato a lasciare il passo a nuovi dubbi e incertezze.

Nello specifico, il Dragone ha espresso tutte le sue perplessità sull’accordo che potrebbe presto o tardi essere stipulato con Washington. Così facendo però non ha fatto altro che mettere in discussione i progressi fino ad ora compiuti.

La guerra commerciale è tornata a far tremare i mercati, che hanno così imboccato nuovamente la via del ribasso.
 
Guerra commerciale e mercati: le dichiarazioni della Cina

Stando a quanto riportato da Bloomberg poco fa, i funzionari cinesi avrebbero iniziato a mettere in discussione il raggiungimento di un accordo commerciale onnicomprensivo e di lungo periodo con gli Stati Uniti.

Nel corso di alcune conversazioni private gli stessi avrebbero avvisato i propri interlocutori (tutti rimasti anonimi) ribadendo l’intenzione di non volersi muovere sulle questioni più spinose che hanno fino ad ora impedito di concludere la guerra commerciale.

In altre parole, anche se gli USA e la Cina firmeranno l’ormai nota “fase 1” la fine del conflitto continuerà comunque a essere messa in dubbio. Un’ipotesi che ha avuto un impatto deciso sui mercati oggi.

A ciò si aggiunga poi che il summit APEC nel quale Trump e Xi avrebbero dovuto sottoscrivere l’intesa di base, è stato cancellato a causa delle proteste in Cile.

Le Borse europee e i futures USA hanno accentuato le perdite non appena le dichiarazioni della Cina hanno iniziato a fare un giro del mondo. Allo stesso tempo i beni rifugio tradizionali tra cui l’oro, lo yen e i bond sono tornati ad avanzare.

La reazione dei mercati oggi ha fatto notare ancora una volta il grande impatto economico finanziario della guerra commerciale tra gli USA e la Cina.
 

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