L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 25 ottobre 2019

Energia pulita - eolico offshore galleggiante

24 Ottobre 2019
Un altro passo avanti per l’eolico offshore galleggiante in Europa
 
Redazione QualEnergia.it
Avanza il progetto da 25 MW al largo del Portogallo. In tema di impianti galleggianti segnaliamo anche che in Francia è stato inaugurato in un bacino il parco fotovoltaico sull’acqua più grande del continente. 



Diventa sempre più imminente la realizzazione finale del primo parco eolico offshore galleggiante nell’Europa continentale perché sono iniziate le operazioni di trasporto via mare. Il primo impianto in assoluto di questo tipo a livello mondiale, Hywind, è stato installato in Scozia nel 2017 ed è operativo da tempo.

Una piattaforma con la sua turbina, spiega una nota dell’azienda americana Principle Power che ha sviluppato la tecnologia Wind Float, è salpata dal porto spagnolo di Ferrol per raggiungere la sua destinazione finale, 20 km al largo di Viana do Castelo in Portogallo.

Un’area con fondali molto profondi (cento metri circa), dove sarebbe stato impossibile sviluppare un parco eolico tradizionale con le turbine ancorate direttamente sul letto del mare.

Quando sarà completato, l’impianto conterà tre piattaforme galleggianti con altrettante turbine per complessivi 25 MW di potenza.

Il progetto è guidato dal consorzio Windplus che comprende EDP Renewables con la maggioranza delle quote (54%), ENGIE, Repsol e Principle Power; la Banca europea per gli investimenti ha supportato l’iniziativa con un prestito da 60 milioni di euro.

Per rimanere in tema di impianti “galleggianti” (anche se la tecnologia e infrastruttura è molto differente), segnaliamo l’inaugurazione di un impianto FV flottante nel sud della Francia: si tratta del parco fotovoltaico galleggiante più grande d’Europa.

L’impianto da 17 MW, O’MEGA1 sviluppato da Akuo Energy, si trova a Piolenc, nel dipartimento di Vaucluse, su un lago ricavato in una vecchia cava.

Ricordiamo che il potenziale del solare galleggiante è molto elevato su scala globale: uno studio recente della World Bank parla di 400 GW utilizzando soltanto una percentuale irrisoria (1%) degli specchi d’acqua artificiali. Per la Francia l’agenzia EurActiv parla di un potenziale intorno a 20 GW su circa 1.300 siti tra ex zone industriali, dighe e bacini idrici.

E in Italia c’è il progetto Eni per un impianto floating PV da 14 MW a Brindisi.
 

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