L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 2 ottobre 2019

Energia pulita - in Italia non si vogliono mettere le pale eoliche offshore galleggianti

Clima | Economia ecologica | Energia | Scienze e ricerca

La potenzialità non sfruttata dell’eolico offshore, anche quello galleggiante, e delle bioenergie
Basterebbe installare pannelli fotovoltaici sull’1% del territorio per soddisfare l’intero fabbisogno di elettricità dell’Ue

Ma per produrre con fonti rinnovabili tutta l’energia che consuma l’Ue bisognerebbe installare pale eoliche sul 15% del territorio europeo e fotovoltaico sul 3%

[1 Ottobre 2019]

Attualmente, nessuno dei Paesi dell’Unione europea sta sfruttando tutto il suo potenziale in termini di produzione di energia rinnovabile, ma il nuovo dataset ENergy System Potentials for Renewable Energy Sources (ENSPRESO) del Joint Research Centre (Jrc) della commissione europea mostra dove nell’Ue esiste un grande potenziale per produrre grandi quantità di energia da fonti rinnovabili. ENSPRESO stima dove è tecnicamente possibile avere elevate quantità di biomassa, eolico ed energia solare e può aiutare i Paesi Ue a progettare le loro strategie di decarbonizzazione grazie a informazioni scientifiche trasparenti e non distorte sulle energie rinnovabili.

Il Jrc risponde ad alcune domande e timori ricorrenti delle associazioni conservazionistiche: «Se l’energia rinnovabile fosse la principale fonte di energia nell’Ue, come sarebbe? I pannelli fotovoltaici e le pale eoliche copriranno ogni metro quadrato di territorio? No, affermano gli autori del nuovo studio “ENSPRESO – an open, EU-28 wide, transparent and coherent database of wind, solar and biomass energy potentials” pubblicato su Energy Strategy Reviews che esamina il potenziale di energia rinnovabile degli Stati membri dell’Ue, per coprire la domanda totale di energia dell’Ue esclusivamente con fonti rinnovabili, basterebbe utilizzare il 3% del territorio per gli impianti solari e fino al 15% per produrre energia eolica, ma il consumo di suolo dell’eolico onshore potrebbe essere drasticamente ridotto dall’eolico offshore che ha un grande potenziale, soprattutto se si includono le pale eoliche galleggianti che permettono a questa tecnologia di espandersi fino a acque profonde 1000 metri- I Paesi più impegnati nell’eolico offshore sono Regno Unito, Irlanda, Francia, Svezia e Spagna, ma anche l’Italia ha grosse potenzialità completamente non sfruttate, visto che le pale eoliche offshore nel nostro Paese sono un tabù.

Se invece ci si ferma alla sola produzione di elettricità basterebbe installare pannelli solari su appena l’1% del territorio per soddisfare il fabbisogno di elettricità dell’Ue.

Grazie a ENSPRESO, gli scienziati del Jrc hanno stimato quali di 276 regioni dell’Ue hanno il maggior potenziale per aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili e hanno scoperto che nessuna di queste sta sfruttando appieno il suo potenziale rinnovabile.

Uno degli autori dello studio, l’olandese Wouter Nijs del Jrc sottolineaa: «Abbiamo anche visto che, contrariamente alla convinzione popolare, esiste anche un grande potenziale per l’energia solare nelle aree settentrionali dell’Europa e un grande potenziale per la produzione di energia eolica in molti Paesi che non si trovano nell’Europa nord-occidentale. Tuttavia, i primi 5 Paesi con il più grande potenziale di turbine eoliche offshore sono Regno Unito, Danimarca, Paesi Bassi, Svezia e Germania».

Il principale autore dello studio, Pablo Ruiz del Jrc, fa notare un altro aspetto: «Il dataset dimostra anche che ci sono molte regioni dell’Europa orientale – ad esempio Lituania, Romania, Ungheria, Bulgaria e Polonia – che hanno vaste aree di terre arabili non utilizzate o abbandonate, che potrebbero essere utilizzati per le colture energetiche a rapida crescita».

Nella Commissions strategic long-term vision for a prosperous, modern, competitive and climate neutral economy by 2050 – A Clean Planet for All, i modelli evidenziano che per arrivare alla climate neutrality entro il 2050 è necessaria 8 volte di più energia solare ed eolica ed ENSPRESO dimostra che questo «E’ possibile utilizzando solo una frazione del potenziale effettivo, il che consentirebbe un aumento di 100 volte dell’attuale solare e un aumento di 20 volte delle attuali capacità eoliche».

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