L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 21 ottobre 2019

I palestinesi hanno il diritto a resistere al genocidio perpretrato dagli ebrei di Palestina

Pompeo visita Gerusalemme, "Israele ha il diritto e l'obbligo di proteggere il suo popolo"
 
© Sputnik . Ekaterina Lislova
Mondo
16:53 20.10.2019

Il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha dichiarato che Israele ha tutto il diritto di agire nel modo ritenuto più opportuno per garantire la sicurezza del proprio paese.

In un'intervista al Jerusalem Post, il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha tracciato il punto della situazione in Medio Oriente, soffermandosi in particolar modo sui rapporti tra Israele e Iran e sulla questione della Siria.

Pompeo ha ricordato che l'amministrazione americana è da sempre stata chiara circa il fatto che Israele ha tutto il diritto di sradicare ogni rischio alla sua sicurezza nazionale nel Medio Oriente
"Israele ha il diritto fondamentale compiere operazioni che assicurino la sicurezza del suo popolo. Si tratta del fulcro della vita degli stati nazionali, i quali non hanno un diritto di farlo, bensì sono obbligati", ha detto Pompeo.

Per quanto riguarda l'Iran, riconosciuto da Pompeo come "una minaccia", il politico americano ha messo in evidenza il fatto che gli USA continuano a monitorare la situazione in maniera costante.
"Sappiamo che ci sono delle zone in cui l'Iran ha tentato di spostare materiale bellico verso la Siria e il Libano, costituendo una diretta minaccia per Israele, e noi faremo di tutto per identificare (tali movimenti ndr) così da poter reagire in maniera appropriata", sono state le parole di Pompeo, che ha poi aggiunto: "Ci siamo impegnati in maniera molto seria a contrastare la minaccia (iraniana ndr) non solo nei confronti di Israele ma di tutto il Medio Oriente".
 
Le preoccupazioni di Israele
Il ritiro delle truppe americane dalla Siria ha fatto sorgere più di qualche preoccupazione, ma il segretario di Stato ha voluto rassicurare tutti, spiegando che gli USA manterranno le promesse "continuando l'attività nella quale l'America è stata impegnata per moltissimi anni", riferendosi alla protezione garantita dagli Stati Uniti nei confronti di Israele e del popolo ebraico.

Israele non ha dunque "nulla di cui preoccuparsi, poiché l'America "continuerà a stare accanto allo stato ebraico" anche "in caso di futuri conflitti".
La visita di Pompeo in Israele

Mike Pompeo ha fatto visita in Israele dopo il suo viaggio in Turchia, dove è stato impegnato in dei colloqui con il presidente Recep Tayyip Erdogan riguardo la Siria e cercando di garantire un corridoio di fuga alle milizie del YPG e di provare a salvare la faccia dell'amministrazione americana dopo il 'tradimento' agli alleati curdi.

A Gerusalemme Pompeo ha incontrato il primo ministro Benjamin Netanyahu ed il numero uno del Mossad Yossi Cohen.
Il ritiro delle truppe USA

Nel corso della settimana il Pentagono ha ordinato il ritiro di circa un migliaio di uomini presenti nella base siriana di Kobane, dopo che gli effettivi si erano trovati 'per errore' ad essere bersagliati da fuoco pesante dell'artiglieria turca, impegnata nell'operazione "Fonte di Pace".
 

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