L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 20 ottobre 2019

Il fanfulla costretto nel suo ruolo a gridare le medesime cose nelle piazze italiane è un profondo ignorante sull'interconnessione tra la Turchia e l'Italia fa il paio con il Di Maio, il falso ideologico

Innovazione
La presenza di Leonardo-Finmeccanica, Fincantieri e non solo in Turchia

di Ares Osservatorio Difesa 
20 ottobre 2019



Tutti i dettagli sulla presenza di aziende italiane del calibro di Leonardo (ex Finmeccanica) e Fincantieri in Turchia. L’articolo di Ares-Osservatorio Difesa

Nei giorni successivi all’attacco nel nord della Siria diversi paesi della comunità internazionale hanno messo sul tavolo lo stop alla forniture militari alla Turchia.

Nel 2018 il Parlamento italiano ha autorizzato esportazioni materiali d’armamento per 362,3 milioni di euro, mettendo Ankara al terzo posto in classifica, superata solo da Pakistan e Qatar. La Turchia rimane comunque il primo paese Nato verso il quale il nostro paese esporta armamenti.

Nel 2018, le importazioni dalla Turchia all’Italia sono valse lo 0,52% dei 497 milioni di euro autorizzati.

Scendendo nello specifico le oltre 70 autorizzazioni sono ripartite in:

2 per armi o sistemi d’arma di calibro superiore a 12,7 mm
3 per munizioni
4 per bombe, siluri,razzi, missili ed accessori
10 per aeromobili
11 per apparecchiature elettroniche
13 per corazzature o equipaggiamenti di protezione e costruzioni
15 per apparecchiature per la visione di immagini
16 per pezzi forgiati, fusi e semilavorati
18 per apparecchiature e tecnologia per la produzione
21 per software
22 per tecnologie per lo sviluppo, produzione o utilizzazione
Nel 2018 la Turchia era ancora all’interno del Programma JSF e certe autorizzazioni si possono ricollegare a tale contesto.

Dei 362,3 milioni di euro di autorizzazioni la Turchia ha effettivamente acquistato materiali d’armamento per 181 milioni di dollari.

LEONARDO (EX FINMECCANICA)

Leonardo è presente in Turchia con una delegazione permanente ad Ankara e la Selex ES Elektronik Turkey a Golbasi.

Tra i progetti più importanti per l’azienda italiana figurano:
  • il T129 Atak costruito sulla base dell’AW129 Mangusta
  • il programma spaziale Göktürk di osservazione della terra (con Telespazio e Thales Alenia Space)
  • il VTMS per il controllo dei traffici marittimi nelle acque territoriali turche
  • l’ATR-72 MELTEM III ordinato in 3 esemplari
  • la modernizzazione del sistema di traffico aereo nazionale tramite la SMART – Systematic Modernisation of ATM Resources Turkey con più di 20 radar a controllo remoto
  • la fornitura di radar della difesa aerea 3D come il RAT-31D ed il radar di avvicinamento SPN720 da installare a bordo delle navi
  • la fornitura, tra passato e presente, di oltre 30 OTO 76/62 Compatto, 35 40/70 e 6 MFCS da 30mm.

VITROCISET (ORA IN LEONARDO-FINMECCANICA)

Nel paese troviamo anche la Vitrociset, azienda acquistata nel gennaio 2019 da Leonardo ai danni di Fincantieri, e specializzata nel settore delle tecnologie militari e civili per informazione, comunicazione e logistica.

In Turchia lavora a stretto contatto con la Roketsan, una delle più importanti aziende della difesa in Turchia, specializzata nella produzione di missili. Secondo quanto affermato dall’allora Direttore della Vitrociset Turchia, l’azienda italiana ha fornito alla Rocketsan un sistema di acquisizione dati digitale, due shelter C2 e altro materiale per il poligono di Karapinar e la consulenza per il Programma Nazionale Spaziale (segmento di terra). Vitrociset è impiegata nella maggior parte dei progetti di Leonardo in Turchia. 

FINCANTIERI

Il gruppo triestino ha fornito il design della classe di pattugliatori DOST della Guardia Costiera turca nei primi anni 2000. La costruzione, avvenuta completamente in loco, ha visto la consegna di cinque unità.

I progetti della classe DOST sono derivati da quelli della classe Sirio. Sono state le prime unità della CG turca a poter impiegare elicotteri.

Fincantieri ha partecipato a diversi programmi tra cui quello per la costruzione dell’LHD Anadolu, senza però vincere.

CONCLUSIONI

È chiaro che a fianco alle sopra elencate aziende major ci sono altre piccole/medie imprese italiane che operano in Turchia o sono collegate all’indotto delle grandi industrie.

(Estratto di un articolo pubblicato su aresdifesa.it)

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GLI APPROFONDIMENTI DI START SUL TEMA:

ECCO COME CONTE DOPO ALCUNE PIROETTE HA SILURATO DI MAIO SULLO STOP ALLE ARMI PER LA TURCHIA. IL PUNTO DI ARNESE

EMBARGO DELLE ARMI ITALIANE ALLA TURCHIA? TAFAZZISMO ITALICO. IL COMMENTO DI BATACCHI

ARMI ALLA TURCHIA: NUMERI, AZIENDE E DETTAGLI. L’APPROFONDIMENTO DI START

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