L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 24 ottobre 2019

L'economia non sta bene - soldi a vagonate a società che non fanno profitti e che non riusciranno a restituire i prestiti. Con l'avallo delle solite agenzie di rating che fomentano le bolle

Agenzie di rating sotto accusa, giudizi troppo alti. Una bolla che sta per esplodere?

23 Ottobre 2019 - 17:42 

Le aziende con rating BBB sarebbero state sopravvalutate dalle agenzie specializzate. Lo dichiara un’inchiesta del Wall Street Journal che evidenzia gli errori di valutazione dei livelli di debito societario. C’è il rischio di una crisi finanziaria?


Le aziende con rating BBB, ai limiti tra l’investment grade e il declassamento al livello junk, sarebbero state sopravvalutate, minando pericolosamente il mercato. Il rischio è una crisi finanziaria?

L’ipotesi arriva da un’inchiesta del Wall Street Journal, nella quale l’accusa nei confronti delle tre maggiori agenzie di rating è palese: Standard&Poor’s, Moody’s e Fitch avrebbero elaborato valutazioni troppo ottimiste su aziende classificate con la tripla B. Con quale obiettivo? Il report punta il dito sulla volontà di non voler innescare la spirale di un crollo del mercato che inevitabilmente si attiverebbe dichiarando il declassamento di miliardi di obbligazioni ad un livello addirittura inferiore a junk.

I casi studiati mettono in evidenza che sopravvalutazioni ci sono state e hanno permesso a diverse aziende di continuare ad aumentare il livello di debito pur mantenendo lo stesso rating.

Il rischio di un peggioramento di titoli obbligazionari oggi a livello BBB è reale, nonostante le previsioni delle agenzie di rating. L’allarme arriva anche dal Fondo Monetario Internazionale: 19.000 miliardi di dollari di debito societario sono a rischio default, secondo un trend peggiore di quello di una crisi finanziaria.

Ci sarà un crollo? Quali conseguenze dalla sopravvalutazione delle aziende indebitate?
Aziende BBB sopravvalutate: perché sono rischiose

Quando le obbligazioni di grandi aziende subiscono un declassamento perché il debito ha raggiunto livelli troppo elevati, riversandosi nel rating più basso, quello cosiddetto spazzatura, gli effetti sull’economia si fanno sentire.

Le aziende potenzialmente destinate a diventare fallen angel hanno un impatto sui mercati finanziari e su tutta l’economia, con numeri da non sottovalutare. Il comparto societario BBB, infatti, rappresenta circa il 60% di tutte le obbligazioni investment grade e il doppio dell’intero mercato junk negli USA. Per quanto riguarda l’Europa, il valore obbligazionario con tripla B è 4,3 volte più ampio rispetto a tutto il settore degli investimenti ad alto rendimento.

Negli ultimi dieci anni, gli USA hanno visto esplodere il settore delle aziende con rating BBB. Il debito accumulato si è attestato intorno ai 3.700 miliardi di dollari. Se una parte sostanziale di queste società venisse declassata, provocherebbe un’onda d’urto senza precedenti.

Non solo, la cifra di debito corporate non finanziario negli Stati Uniti ha superato la cifra di 10.000 miliardi di dollari, raggiungendo una quota di PIL molto elevata e senza precedenti.

In questo scenario, la possibilità di mantenere lo stesso rating per aziende che continuano ad accumulare debito è molto pericoloso per gli analisti. Esiste, infatti, un insieme di bond ad alto rischio downgrade che potrebbe causare conseguenze su tutto il mercato. Gli investitori in alcuni casi stanno eliminando le detenzioni di questi bond, causando tentennamenti nei prezzi degli stessi.

Gli investimenti, però, continueranno ad essere garantiti fino a quando la valutazione del rating di aziende e obbligazioni resterà nel livello investment grade, come le agenzie di rating hanno assicurato. La sottovalutazione del debito da parte delle agenzie offre delle garanzie, che, in realtà, non sono veritiere in molti casi. E questo resta il grande rischio.
Agenzie di rating nel mirino: i casi di sopravvalutazione

L’inchiesta di WSJ mette sotto i riflettori le agenzie di rating riportando alcuni casi specifici di errata valutazione del rating.

Il caso più eclatante è rappresentato dai bond di Newell Brands, azienda di casalinghi e cancelleria statunitense. Nonostante l’indebitamento della società, le agenzie Standard&Poor’s e Moody hanno mantenuto lo stesso rating per l’azienda, rassicurando gli obbligazionisti su’esistenza di un piano societario di riduzione del debito. Nella realtà, però, Newell Brands non è riuscita a soddisfare le previsioni delle agenzie, che avevano, probabilmente, sottostimato il suo livello di debito.

Una situazione simile si è verificata anche con aziende come Kraft Heinz, Campbell e Ibm, verso le quali le valutazioni del rating da parte delle agenzie sono state abbastanza favorevoli. Le società, però, hanno registrato consistenti aumenti di debito.

Nello specifico, Kraft Heinz ha presentato l’anno scorso livelli di debito importanti, smentendo le previsioni di Standard&Poor’s sulla sua capacità di diminuire il livello di leverage di quattro punti rispetto agli utili. Il rating, anche in questo caso, non è stato aggiornato.

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