L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 12 ottobre 2019

l'obiettivo viene cambiato in corsa e uccide due persone che trova davanti

Attentato in sinagoga
E’ un solitario, viveva con sua madre, passava ore online e "incolpava gli altri per i suoi problemi". Ecco cosa dice il padre dell’attentatore antisemita.



Si chiama Stephan Balliet, ha 27 anni, antisemita e neo-nazista, l’uomo che ha ucciso due persone dopo aver fallito l’attacco a una sinagoga tedesca ad Halle in occasione dello Yom kippur, la ricorrenza religiosa ebraica che celebra il giorno dell’espiazione. In terra, cadaveri, a pagare la furia dell’assassino, sono rimasti due incolpevoli passanti, Jana Lange, appassionata musicofila di 40 anni, e Kevin S. un giovanissimo pittore decoratore ancora ventenne .

Tutto è accaduto nell’arco di dieci minuti : Balliet ha cercato a colpi di arma da fuoco di abbattere la porta blindata della sinagoga dove erano asserragliate quasi 80 persone ma alla fine ha dovuto rinunciare e ha indirizzato la sua crudele attenzione su Jana Lange, una passante che lo aveva appena rimproverato. Balliet l’ha uccisa senza pensarci due volte. E’ poi corso in un vicino negozio di kebab dove ha sparato al ventenne Kevin S. che stava facendo una pausa dal lavoro, visto che era impiegato come manovale in un cantiere lì vicino. 

I residenti di Halle hanno tenuto una fiaccolata seguita da una veglia a lume di candela questa sera mentre da un’opinione pubblica che si sente sempre più insicura ed esposta agli attacchi di ogni pazzo in circolazione, vengono sollevate pressanti domande su come Stephan Balliet, un uomo qualunque, sia riuscito a mettere insieme quasi nove chili di esplosivi “apparentemente fatti in casa”.

“Quello che abbiamo vissuto ieri è stato il terrore”, ha dichiarato il procuratore capo della Germania Peter Frank. “Il sospettato, Stephan B., mirava a compiere un massacro nella sinagoga di Halle e ci sarebbe riuscito se la porta blindata dell’edificio avesse ceduto.” Il sospettato, che ha trasmesso in streaming al sito Twitch di proprietà di Amazon tutto l’attacco, effettuato mentre si lamentava di ebrei e della loro presunta supremazia soprattutto in campo finanziario, “voleva creare un effetto onda utilizzando modalità simili a quelle di Brenton Tarrant in Nuova Zelanda”, cioè incoraggiare altri assassini a imitarlo, ha aggiunto il procuratore.

Intanto si scopre che il 27enne attentatore avrebbe pubblicato in rete un manifesto antisemita. Conferma arriva da Rita Katz di Site, il gruppo di monitoraggio del terrorismo su internet. Scrive la Kat: “Il documento pdf, che sembra essere il manifesto dell’attaccante di Halle, Stephan Balliet, è online. Mostra le immagini delle armi e delle munizioni che avrebbe usato e fa riferimento al suo live streaming. ‘Gli Stati hanno l’obiettivo di uccidere il maggior numero possibile di anti-bianchi, meglio se ebrei’. Questo documento, che sembra essere stato creato una settimana fa, il 1° ottobre, fornisce ancora più indicazioni sulla pianificazione e preparazione che Stephan Balliet ha messo in campo per il suo attacco”.

Questa sorta di “manifesto dell’assassino”, costituto di 11 pagine e scritto in inglese, come specificato anche dal quotidiano tedesco Die Welt, dichiara l’intenzione di attaccare la sinagoga di Halle proprio durante lo Yom Kippur. A pagina 9 gli obiettivi con una chiara specifica: “Don’t die”, “non morire”.

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