L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 31 ottobre 2019

Passo dopo passo il dollaro perde peso e si rinforza il renminbi. L'economia statunitense imploderà perdendo la sua moneta il ruolo di valuta di riserva

Dollaro USA: a rischio lo status di valuta di riserva. Il piano della Cina

Violetta Silvestri
31 Ottobre 2019 - 11:52

Dollaro USA: è a rischio lo status di valuta più usata. Analizziamo perché alcuni importanti Paesi potrebbero decidere di abbandonare il biglietto verde. 



Il dollaro USA potrebbe perdere il suo status di valuta più diffusa al mondo.

La principale valuta di riserva a livello globale, infatti, potrebbe essere scaricata da Paesi molto potenti che stanno cercando di minare la rilevanza del dollaro statunitense. L’avvertimento arriva da Anne Korin, dell’Institute for the Analysis of Global Security.

Secondo l’analista i principali promotori di questa strategia, come Cina, Russia e Unione Europea, hanno una forte motivazione per “de-dollarizzare” le proprie riserve: evitare di essere soggetti alla giurisdizione degli Stati Uniti quando si effettuano transazioni in dollari.

Tale fattore è capace di oltrepassare il fatto che il dollaro è considerato uno degli investimenti più sicuri al mondo, poiché tende ad aumentare di valore soprattutto durante i periodi di tumulto economico o politico.
Perché alcuni Paesi potrebbero abbandonare il dollaro USA

Quando viene utilizzato il dollaro USA o le transazioni vengono liquidate attraverso una banca americana, gli attori coinvolti sono soggetti alla competenza giudiziale degli Stati Uniti.

Korin ha citato come esempio il ritiro unilaterale di Washington dall’accordo nucleare iraniano nel 2018, seguito dal ripristino delle sanzioni contro Teheran. Tale situazione ha reso le multinazionali europee vulnerabili alle punizioni degli USA nel caso avessero continuato a fare affari con l’Iran.

«L’Europa vuole fare affari con l’Iran. E non vuole essere soggetto alla legge degli Stati Uniti per fare affari con l’Iran»: questo il commento di Korin.
Lo yuan sostituirà il dollaro?

Se il dollaro diminuisce di influenza, altre valute potrebbero ricoprire il ruolo tradizionalmente svolto dal biglietto verde, in particolare lo yuan cinese.

Negli ultimi anni, la Cina ha cercato di internazionalizzare l’uso della sua valuta. Le strategie utilizzate hanno incluso l’introduzione di contratti futures sul greggio denominati in yuan. Inoltre, alcuni report segnalano che la Cina si sta preparando a pagare il greggio importato nella propria valuta anziché in dollaro USA.

I futures sul petrolio denominati in yuan - anche chiamati petro-yuan - potrebbero servire come un segnale di allerta di un calo di dominio del dollaro.

L’analisi di Anne Korin al riguardo evidenzia che, considerando che il 90% del petrolio è scambiato in dollari, i petro-yuan possono rappresentare una prima spinta verso la de-dollarizzazione e lo sgretolamento del dominio della valuta USA nel commercio petrolifero.

Tuttavia, se il petro-yuan può essere una condizione necessaria per l’abbandono internazionale del dollaro, esso non è sufficiente affinché questo accada con la sua sola spinta.

Nessun commento:

Posta un commento