L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 5 ottobre 2019

Per gli Stati Uniti siamo una colonia

Dazi sui nostri prodotti: ormai siamo una colonia degli Stati Uniti

Di Diego Fusaro-04 Ottobre 2019

La monarchia del dollaro guidata da Donald Trump vuole imporre dei dazi su prodotti tipici italiani, tra questi il parmigiano reggiano.

E’ evidente che questa proposta, se venisse approvata senza essere democraticamente discussa con l’Italia ma imposta dall’imperialismo a stelle e strisce, costituirebbe un danno per il nostro Paese.

Occorre quindi esprimere delle considerazioni su questa vicenda: è ora di cessare una volta per tutte di parlare di alleanza tra Italia e Stati Uniti. Un rapporto tra stati alleati è quello che implica un riconoscimento tra pari, una discussione dei temi fondamentali che porta a una decisione unanime. Non è, quindi, questo il caso. Anzi, è evidente che il nostro Paese ha nei confronti degli Stati Uniti un rapporto di subalternità.

Sotto questo profilo, quindi, l’Italia non è un paese libero, ma una colonia degli Stati Uniti.

Il paese a stelle e strisce, quale che sia la sua politica interna, sovranista con Trump, cosmopolita con Clinton, mantiene sempre una postura di tipo imperialistico nei rapporti internazionali.

Quest’aspetto emerge infatti non solo nelle basi militari con le quali l’America occupa diverse parti del mondo, ma anche nella vicenda dei dazi sui prodotti italiani.

Radioattività, la pillola del giorno con Diego Fusaro

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