L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 1 ottobre 2019

Roma - la guerra della monnezza non conosce tregua

CAMPIDOGLIO

Rifiuti, Raggi: troppo poche due settimane in più per l’ordinanza

Convocati dalla sindaca gli stati generali del Movimento romano, una rosa di parlamentari, per fare il punto sul lavoro svolto, chiedere un assist sui poteri per Roma e aprire un fronte di dialogo con il Pd. Malumore tra i consiglieri informati in extremis

di Maria Egizia Fiaschetti
1 ottobre 2019

L’ingresso Sisto IV in Campidoglio (LaPresse)

Gli stati generali del M5S romano si riuniscono: una rosa di parlamentari chiamati a raccolta giovedì dalla segreteria della sindaca, sono stati convocati ieri pomeriggio in Campidoglio. Scopo dell’incontro: fare il punto sul lavoro svolto, chiedere un assist sui poteri per Roma e aprire un canale di dialogo con il Pd. Ma in serata la sindaca, Virginia Raggi, replica alla Regione: «Dire che in 15 giorni tutti gli impianti di Roma e del Lazio saranno pienamente funzionanti e pronti ad accogliere i rifiuti della Capitale appare una sottovalutazione del problema. Due settimane non bastano per la riapertura degli impianti regionali ancora chiusi». Alla riunione del M5S tra i primi a entrare da Sisto IV è il capogruppo, Giuliano Pacetti. Al centro del vertice i dossier caldi, trasporti e rifiuti, sui quali Raggi cerca sponda tra deputati e senatori amici per sensibilizzare i ministri competenti, tra gli altri il grillino Sergio Costa, responsabile dell’Ambiente.

Sotto la Lupa sfilano alla spicciolata la vice presidente del Senato Paola Taverna, Gianluca Perilli, Stefano Vignaroli, Emilio Carelli, Manuel Tuzi, Francesco Silvestri, Federica Daga. Secondo i bene informati la regia della riunione sarebbe da attribuire a Massimo Bugani, nuovo capo staff che, forte dei trascorsi a Palazzo Chigi nella segreteria di Luigi Di Maio, starebbe già capitalizzando la sua funzione di cerniera con Montecitorio. Se non fosse che, interpellato sulla vicenda, Silvestri glissa: «Ci ha convocati Virginia, è lei la regista di sé stessa. Sarà un incontro politico per fare il punto dopo l’ultimo rimpasto di giunta». Tra i consiglieri capitolini si vedono Gemma Guerrini e Monica Montella, ma alcuni disertano l’incontro. La comunicazione arriva infatti alle 12.50, con sole tre ore di anticipo. Ed ecco che il malumore inizia a ribollire nelle chat interne. «Se il sistema scelto come più efficiente è quello che la comunicazione decide per tutti - osserva stizzita una consigliera - i contrattempi vanno poi messi in conto». «Troppo tardi per cambiare l’agenda personale», obietta qualcun altro. Impossibilitato a intervenire anche un terzo consigliere, che declina: «Purtroppo non faccio in tempo, mi dispiace, spero ci saranno altri incontri comunicati con maggiore preavviso».

Nelle conversazioni c’è chi trae il dato politico, recepito come non inclusivo della squadra capitolina: tenuta fuori, salvo essere avvertita in extremis quattro giorni dopo il messaggio inviato ai parlamentari grillini. E deve essere stato il forte malcontento arrivato alle orecchie della sindaca, quando ormai la notizia dell’incontro era trapelata, a suggerirle di estendere l’invito - seppure all’ultimo momento - anche ai pentastellati in Campidoglio.

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