L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 2 ottobre 2019

Solidarietà indiscussa a Stefano Fassina

Solidarietà a Stefano Fassina, mandato all'ospedale da manganelli 'democratici'


La polizia del regime lancia una carica proditoria. L’obiettivo è quello di rompere il cordone di lavoratori riuniti sotto le sede dell’azienda dei trasporti per scongiurare l’ipotesi di liquidazione che comporterebbe la perdita del posto di lavoro. Tra di loro due consiglieri comunali giunti per portare solidarietà ai lavoratori. Uno di essi, anche deputato presso il parlamento nazionale, viene ferito ed è costretto a ricorrere alle cure mediche in ospedale a causa della brutalità dell’azione repressiva delle forze di sicurezza del regime. 

Ancora una volta il dittatore ha mostrato di non avere alcun rispetto per i lavoratori e l’opposizione democratica. Chiunque non si adegui alle sue politiche viene colpito da una brutale repressione. 

Questo sarebbe stato il racconto dei nostri fake media se quanto accaduto oggi a Stefano Fassina - consigliere comunale a Roma e deputato nazionale - fosse avvenuto in paesi che non godono di buona stampa come il Venezuela, la Russia o la Cina. Le cui forze di sicurezza, addirittura, subiscono critiche per la gestione dell’ordine pubblico in quel di Hong Kong dove le manifestazioni assumono connotati sempre più violenti, mentre il solito circuito mediatico mainstream cerca di dipingere i manifestanti come pacifici alla ricerca di democrazia e libertà. 


Quanto accaduto oggi a Roma presso la sede di Roma Metropolitane è gravissimo.

I lavoratori avevano l’unico torto di provare a difendere il proprio posto di lavoro e i politici sopraggiunti di portare solidarietà. Lavoratori, dirigenti sindacali e parlamentari sono stati malmentati dalle forze di polizia. Questa è la democrazia di cui tanto ciancia il governo italiano? 

Con Salvini al ministero dell’Interno si sarebbe gridato al fascismo. Questi sono forse manganelli ‘democratici’?

La redazione de l’AntiDiplomatico esprime piena solidarietà a Stefano Fassina e le altre vittime della repressione poliziesca.

Notizia del: 01/10/2019

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