L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 1 novembre 2019

Il governo delle tasse è bugiardo e vola basso un altro anno speso male per fa ripartire l'Italia

Economia, Primo Piano
Tutte le nuove tasse sfornate da Conte e Gualtieri

di Daniele Capezzone
1 novembre 2019



Dalla stangata sulle auto aziendali alla sugar tax, passando per la plastic tax e non solo. Rassegna commentata da Daniele Capezzone sulle misure fiscali del governo con la legge di bilancio

(estratto di un articolo pubblicato da La Verità, giornale fondato e diretto da Maurizio Belpietro)

Con sprezzo del ridicolo, due giorni fa il Corriere della Sera ha titolato: “Meno tasse nella manovra”. Ecco invece, nei suoi capitoli più gravi e rilevanti, il diluvio fiscale contenuto nell’ultima versione della legge di bilancio.
 
STANGATA SULLE AUTO AZIENDALI, TASSE TRIPLICATE

Autentica mazzata contro le auto aziendali in fringe benefit: lo sconto al 30% del valore di automobili e moto concesse in uso cosiddetto “promiscuo”, che ora vale per tutti i dipendenti, con la nuova legge di bilancio resterà limitato ai soli agenti e rappresentanti di commercio. Per tutti gli altri, i mezzi in fringe benefit saranno calcolati a valore integrale.
 
AUMENTI SUL TABACCO (E PURE SU FILTRI E CARTINE!)

Come nella vituperata Prima Repubblica, non manca il solito aumento sulle sigarette. L’aumento è di 5 euro al chilo dell’accisa minima sui tabacchi lavorati. Salve solo (per ora) le sigarette elettroniche. Si aggiunge pure una novità: una tassa su cartine e filtri per le sigarette da arrotolare (0,005 euro su ogni pezzo contenuto nelle confezioni).

SUGAR TAX

Tanto tuonò, che piovve. Dopo il dibattito innescato dal ministro Lorenzo Fioramonti, arriva l’imposta sul consumo di bevande con zuccheri aggiunti. Entità? Dice la bozza della manovra: “Euro 10,00 per ettolitro, per i prodotti finiti; di euro 0,25 per chilogrammo, per i prodotti predisposti ad essere utilizzati previa diluizione”. Una specie di Iva aggiuntiva, in altre parole, inevitabilmente destinata a scaricarsi sui prezzi finali al consumo. Chi si salva? La tassa “non si applica alle bevande edulcorate cedute direttamente dal fabbricante nazionale per il consumo in altri paesi dell’Ue ovvero destinate, dallo stesso soggetto, ad essere esportate”. Esenti anche le bevande a bassissimo contenuto edulcorante.
 
PLASTIC TAX

Destinata a “cubare” più di un miliardo, e a sua volta a riverberarsi pesantemente sul consumatore, arriva la plastic tax, che colpirà i cosiddetti “manufatti a impiego singolo con funzione di contenimento, protezione, manipolazione o consegna di merci o di prodotti alimentari”. Entità? 1 euro per chilogrammo di materia plastica. Da segnalare il tentativo in extremis, capofila il ministro Sergio Costa, di esentare le plastiche compostabili. Paradossi green: tasseranno pure ciò che è riciclabile?
 
IMU-TASI, AUMENTO NASCOSTO

Come si temeva, e come aveva denunciato il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa, scatta l’unificazione delle due imposte, ma senza riduzione. Anzi: c’è il rischio di un aumento silenzioso, nel momento in cui si fissa un’aliquota dell’8,6 per mille. Finora, infatti, c’era un 7,6 di Imu e un 1 di Tasi, ma alcuni Comuni non applicavano la Tasi. Il rischio di un peggioramento di trattamento per alcuni è dunque concreto. Confedilizia continua inoltre a sottolineare il fatto che, mentre tutti si riempiono la bocca parlando di service tax, è paradossalmente sparito qualunque riferimento ai servizi, inchiodando l’Imu-Tasi a una natura di piena patrimoniale. Resta infine l’ultima osservazione critica di Giorgio Spaziani Testa: per una complicata questione tecnica, che si trascina da anni, gli immobili di Roma, Milano e altre città si ritrovano con una imposizione maggiore.
 
SOSPETTO CONTRO I COMMERCIANTI. PREGIUDIZIO DI CLASSE CONTRO GLI AUTONOMI?

Nella relazione tecnica, si legge testualmente un incredibile passaggio improntato al pregiudizio di classe contro i commercianti e i lavoratori autonomi: “L’aumento di pena funge da monito e deterrente ad un comportamento illecito, diffuso in alcune categorie del settore del commercio”. Il governo sembra incredibilmente considerare alcuni alla stregua di evasori “a prescindere”.
 

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