L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 1 novembre 2019

La Cina scalza gli Stati Uniti dall'Ucraina, tassello fondamentale per l'approvigionamento di grano

Mondo, Primo Piano

Vi racconto le nuove sintonie fra Cina e Russia sulla Via della Seta

di
1 novembre 2019
 

Ecco come la Cina concretizza un nuovo tassello della Via della Seta sul Mar Nero. L’articolo di Giuseppe Gagliano
Partiamo come di consueto dai fatti di cronaca di politica estera. La compagnia petrolifera cinese China Oil and Food Corporation, nota con l’acronimo Cofco, ha firmato un protocollo d’intesa per lo sviluppo della infrastruttura portuale di Mariupol, snodo commerciale di grande rilevanza durante la Guerra fredda per la Russia e di grande significato geografico poiché si trova sulla costa settentrionale del Mar d ‘Azov. La multinazionale cinese ha firmato questo protocollo il 29 ottobre attraverso la sua filiale ucraina LLC “Cofco Agri Resources Ukraine”.
Il progetto prevede un investimento di oltre 50 milioni di dollari e dovrebbe creare nuove opportunità occupazionali. Di particolare significato è il fatto che le parti coopereranno alla ricostruzione di due siti di attracco oltre che alla creazione di un intero complesso di trasbordo destinato ai prodotti agricoli. Questi ingenti investimenti da parte della Cofco non devono sorprendere poiché nel 2015 la multinazionale cinese aveva acquistato la Noble Agri Resources, una società agricola internazionale con attività in Ucraina e nel 2016 aveva aperto un terminal per il grano nel porto di Mykolaiv, una città di 480.000 abitanti situata a 460 chilometri a sud di Kiev.
Nel 2018 la società China Harbor Engineering ha posto in essere un investimento di 40 milioni di dollari per rinnovare e dragare il porto di Yuzhny sulla costa del Mar Nero. Complessivamente, almeno stando ai dati della Banca Nazionale Ucraina, la Cina è ormai diventata il principale partner commerciale dell’Ucraina collocando la Russia al secondo posto. Infatti il volume complessivo degli scambi tra Cina e Ucraina ha ormai superato i 2 miliardi di dollari.

Dal punto di vista strettamente geopolitico questo accordo non può essere considerato marginale ma assolutamente rilevante nella strategia della Nuova Via della Seta. In primo luogo questo consistente investimento infrastrutturale sia nel settore portuale che nel settore agricolo rappresenta dal punto di vista politico una sconfitta per gli Stati Uniti dal momento che nel mese di agosto il consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton era venuto a Kiev anche per scoraggiare ulteriori investimenti cinesi.
In secondo luogo questo protocollo d’intesa rappresenta un ulteriore successo in ambito sia politico che economico da parte della Cina poiché consente di concretizzare un tassello importante di quell’ampio e articolato mosaico rappresentato dalla BRI vero e proprio progetto di egemonia globale a livello economico. In terzo luogo rappresenta un successo anche a livello simbolico da parte della Cina poiché Mariupol fu gestito dalla Russia dal 1948 al 1989 tanto è vero che fu ribattezzato Zhdanov, in onore del funzionario sovietico Zhdanov. In quarto luogo la Cina — come avevano compreso Pietro il Grande e Caterina di Russia — ha perfettamente capito il ruolo centrale che riveste uno sbocco sul Mar Nero per il consolidamento della propria proiezione di potenza.

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