L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 8 novembre 2019

La 'ndrangheta dilaga in Piemonte e Lombardia

VARESE
Investimenti della ‘ndrangheta nelle pizzerie nel Nord Italia, 9 arresti

Tra i sequestri, per oltre 10 milioni di euro, le quote societarie di alcuni ristoranti di una nota catena di pizzerie



Squadra Mobile e Divisione Anticrimine Milano coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano hanno scoperto un giro di denaro, frutto di attività illecite, reinvestito nel circuito della grande ristorazione in Lombardia e Piemonte da parte di appartenenti alla criminalità organizzata calabrese.

Sono 9 le persone arrestate, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere e trasferimento fraudolento di valori.

Le indagini hanno fatto luce sugli interessi di soggetti contigui alle cosche calabresi, che reinvestivano denaro frutto di attività illecite, con immissione di grandi capitali nel circuito della grande ristorazione nel Nord Italia. Tra i sequestri, per oltre 10 milioni di euro, le quote societarie di alcuni ristoranti di una nota catena di pizzerie.

Il gruppo in questione – Tourlè, specializzato in “giropizza” – ha diversi punti vendita in franchising anche nel Varesotto, tra cui i locali di Gazzada Schianno e Marchirolo.

«Ma noi siamo franchisee, nulla abbiamo a che fare con l’inchiesta, difatti i ristoranti di Gazzada e Marchirolo sono aperti», spiega il titolare delle due pizzerie Andrea Impastato, che aggiunge: «Non abbiamo avuto perquisizioni o altri contatti con le forze dell’ordine in questi giorni».

In serata è arrivata la comunicazione dei legali rappresentanti dei locali affiliati al marchio Tourlè di Gazzada Schianno, Marchirolo, Olgiate Olona, Carbonate (CO) e Bergamo (BG). Questa la nota diffusa

Apprendiamo con rammarico e stupore la notizia dell’operazione giudiziaria che ha portato al sequestro delle quote della società Myob Srl, che detiene il marchio Tourlè, e delle società che gestiscono i Tourlè di Sesto San Giovanni, Cologno Monzese e Torino, che sarebbero direttamente partecipate dalla medesima Myob..

I legali rappresentanti dei punti vendita Tourlè sopra citati tramite i propri procuratori, Avv. Andrea Brenna del foro di Varese e Avv. Ivan Fossati del foro di Milano, segnalano che le proprie società operano in franchising, sono autonome ed indipendenti e non hanno alcun vincolo o rapporto di partecipazione con la Myob.

In particolare, i locali affiliati al marchio Tourlè di Gazzada Schianno, Marchirolo, Olgiate Olona, Carbonate (CO) e Bergamo (BG) precisano che essi non risultano in alcun modo coinvolti nelle indagini e sono pertanto pienamente operative.

L’Avv. Brenna e l’Avv. Fossati dichiarano che seguiranno con attenzione l’evoluzione della vicenda e che nei prossimi giorni verranno adottate tutte le azioni a tutela dell’immagine e del buon nome delle società da loro assistite.

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