L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 4 novembre 2019

Le proteste in piazza sono di due tipi quelle a favore del liberismo e quelle contro. Le prime sono quelle colorate le seconde contro il Pugno pregnante statunitense

VIDEO ESCLUSIVO - Libano: nelle proteste compare il pugno chiuso di Otpor. Rivoluzione colorata a Beirut?


Come diversi altri paesi nel mondo anche il Libano è scosso da forti proteste popolari. Proteste in cui possono trovare terreno fertile certe organizzazioni che hanno poco a cuore tematiche o rivendicazioni popolari come uguaglianza, la giustizia o l’equità sociale. Ma hanno bensì interesse nel destabilizzare determinati paesi che risultano essere scomodi per determinati interessi geopolitici dell’imperialismo statunitense.



In questo caso il Libano, parte di quella cosiddetta ‘mezzaluna sciita’ che collega l’Iran al mediterraneo, passando per la Siria.

In questo video inviato in esclusiva a l’AntiDiplomatico dal noto giornalista Andre Vltchek, grande esperto e conoscitore della questione libanese, compare un simbolo famigerato e già visto in diverse ‘rivoluzioni colorate’ in giro per il mondo: parliamo del pugno chiuso dell’organizzazione Otpor.

Libano oggi.

Video di Andre Vltchek pic.twitter.com/xVYhAcqIg8 — lantidiplomatico.it (@Lantidiplomatic) November 3, 2019

In un articolo del 2015 apparso su Global Research, il responsabile di CANVAS (Center for Apllied Non Violent Action and Strategies) affermava: «Noi lavoriamo con 37 paesi. Dopo la rivoluzione serba, abbiamo ottenuto cinque successi: in Georgia, in Ucraina, in Libano e alle Maldive».

Queste immagini da Beirut confermano la denuncia dello scorso 25 ottobre fatta dal Segretario Generale di Hezbollah Hassan Nasrallah: «Le proteste in Libano non sono spontanee… alcuni gruppi di attivisti sono affiliati ad ambasciate straniere».

Notizia del: 03/11/2019
 

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