L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 9 novembre 2019

Lula libero

Brasile, perché la scarcerazione di Lula è un problema per Bolsonaro

9 Novembre 2019 - 10:15 

Il carismatico leader di sinistra conosciuto semplicemente come Lula è stato liberato in attesa di giudizio


Nei giorni in cui Jair Bolsonaro festeggia i primi 300 giorni di governo, l’ex Presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva è uscito trionfalmente di prigione, dopo che un giudice della Corte Suprema ha stabilito che gli imputati in attesa di giudizio possono rimanere liberi.
Brasile, Lula scarcerato

Conosciuto universalmente come Lula, il carismatico leader di sinistra non può candidarsi alle presidenziali a meno che le accuse nei suoi confronti non cadano. Ma potrebbe bastare la sua liberazione per creare un’opposizione al Presidente Jair Bolsonaro, le cui posizioni di estrema destra hanno polarizzato il Paese e gli osservatori internazionali.

Appena fuori dal carcere, Lula ha sollevato il pugno e si è tuffato in mezzo a una folla di sostenitori che sventolavano la tradizionale bandiera rossa del partito. “Hanno provato a criminalizzare la sinistra”, ha detto. “Non hanno rinchiuso un uomo, hanno tentato di uccidere un’idea. Ma un’idea non può essere distrutta”, ha aggiunto mentre scoppiavano fuochi d’artificio.
Bolsonaro ha promesso “mai più socialisti al governo”

Non c’è stata una reazione immediata da parte di Bolsonaro, il quale per il momento su Twitter si limita a ricordare i successi della sua amministrazione, come la riduzione di omicidi e stupri. In altre occasioni Bolsonaro ha giurato che i socialisti non avrebbero più ripreso il controllo del Brasile. La sua elezione ha permesso l’estradizione del terrorista italiano Cesare Battisti.

Gli oppositori dell’attuale Presidente criticano le reazione autoritaria al dissenso politico, le politiche ambientali che hanno portato a un aumento della deforestazione in Amazzonia, e i tagli alla spesa contro la povertà.

Ora l’opposizione spera in una riscossa da parte di Lula, che dopo la sua liberazione ha parlato di crescente povertà e disoccupazione. Ma non c’è stato alcun segno tangibile della volontà dell’ex Presidente 74enne di candidarsi alle prossime elezioni.

La scarcerazione viene comunque vista come una vittoria, dopo l’arresto di due anni fa e la sconfitta alle politiche del partito dell’anno scorso.

Luiz Inácio Lula da Silva è stato arrestato nel 2017 con accuse di corruzione e riciclaggio e condannato a una pena detentiva di 12 anni. La decisione della Corte avrà influenza su migliaia di detenuti, inclusi numerosi politici di alto profilo incarcerati, come Lula, per corruzione.

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