L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 8 novembre 2019

NoTav - tanti tanti altri soldi per affrontare l'imprevisto che è sempre esistito

Il deposito di rifiuti d'amianto che blocca l'apertura del cantiere Tav Torino-Lione


A Salbertrand, piccolo centro della Val di Susa, in provincia di Torino, la società italofrancese Tunnel Euralpin Lyon Turin, incaricata di realizzare la linea ad Alta Velocità, dovrà costruire su un’area di oltre 12 ettari di proprietà comunale un "impianto funzionale" per assemblare gli "spicchi" di cemento che serviranno a foderare il tunnel ferroviario che collegherà l’Italia alla Francia. Quasi un terzo di quella superficie è occupata da due aree adibite a deposito: una di 16mila metri quadrati, affittata dalla società Itinera Spa, contenente terre di scavo contaminate da amianto, e l’altra di 22.444 metri quadrati, affittata da una piccola società edile non più attiva, occupata da rifiuti di cantiere e vecchie traversine ferroviarie. Per essere utilizzate le due aree vanno prima bonificate. Quella contenente amianto è stata posta sotto sequestro dalla Guardia Finanza a settembre 2019 a seguito di un esposto. Il destino dell’Alta Velocità e le tempistiche per la realizzazione del tunnel dipendono dalla soluzione dei problemi ambientali di quelle due aree. Stando ai piani internazionali del Tav, non esistono localizzazioni alternative per insediare "l’impianto funzionale".

Video di Massimiliano Peggio

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