L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 2 novembre 2019

Roberto Gualtieri un euroimbecille al governo dell'economia italiana, sa fare colo conti ragioneristici, entrate uscite, non ha una cultura politica economica in cui solo la crescita permette di controllare i conti e questa può avvenire solo con investimenti pubblici nel contesto in cui viviamo da anni e anni

Gualtieri: “Non può esserci crescita senza stabilità finanziaria”. Visco: “Spread giù, non perdere l’occasione”

Di Paola Grassani
- 31 Ottobre 2019

ROMA – La sostenibilità dei conti è “fondamentale” per l’Italia e “non può esserci crescita sostenibile dell’economia reale senza stabilità finanziaria, così come la stabilità finanziaria non è reale senza crescita sostenibile perché è destinata a tramutarsi in instabilità nei periodi di ciclo avverso”.

Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri sceglie il palco della 95sima Giornata mondiale del risparmio per ribadire il messaggio di rassicurazione sulle intenzioni di politica economica del governo. “Tenere in ordine i bilanci pubblici significa adottare scelte politiche in modo responsabile – ripete – ovvero con la consapevolezza dell’equilibrio tra entrate e uscite. E dunque una politica di bilancio responsabile deve tenere conto dell’andamento ciclico dell’economia”.

Il pensiero corre a Mario Draghi, al suo ultimo giorno della Bce

“L’unica via per uscire da bassi tassi naturali – aggiunge Gualtieri citando e ringraziando l’economista – è utilizzare maggiormente la leva della politica fiscale, innanzitutto a livello europeo, in maniera ordinata e coerente”. Anche per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella il governo della moneta comune da parte della Banca centrale europea, “esercitato in questi anni con competenza e determinazione, è un esempio dei risultati ottenuti (?!?!)” dalle istituzioni che “sono chiamate ad assicurare la fiducia nel sistema e ad applicare per prime il criterio della sostenibilità nelle politiche pubbliche”. E il governatore di Bankitalia Ignazio Visco invita a seguire la direzione tracciata dalla Bce per “sfruttare appieno il potenziale espansivo delle misure”. 

Il ragionamento è semplice

“Agendo in isolamento la politica monetaria non potrebbe che continuare a muoversi lungo il terreno delle misure non convenzionali, con un rischio crescente di effetti indesiderati, da tenere sotto controllo anche con strumenti sempre più di natura amministrativa”.

Insomma, in uno scenario caratterizzato da una “forte preoccupazione di una possibile nuova recessione”, come evidenzia il presidente Abi Antonio Patuelli, 
le istituzioni devono fare “maggiori sforzi per la ripresa dello sviluppo e dell’occupazione
con più misure nazionali ed europee per i fattori della competitività”
Servono più investimenti “materiali e immateriali” per “stimolare l’attività economica oltre il breve termine”
sottolinea Visco, che chiede “di agire anche sul potenziale di crescita con iniziative concrete per migliorare il contesto nel quale si svolge l’attività economica”.

In questo contesto, continua il numero uno di palazzo Koch, “le condizioni finanziarie accomodanti” che derivano dall’abbassamento dello spread legato “alla diminuzione dell’incertezza sull’orientamento delle politiche economiche nazionali, alle minori tensioni con le istituzioni europee e al maggiore accomodamento monetario” stanno attenuando le condizioni restrittive macroeconomiche.

“Per la nostra economia si tratta di un’opportunità da non disperdere”, ammonisce guardando alla riduzione del debito. Mentre guardando alle banche “la situazione degli Npl non è più un rischio per la stabilità finanziaria”, annuncia Gualtieri, grazie a un piano su cui le banche, rivendica Patuelli, “hanno fatto miracoli” così come per i salvataggi degli istituti in crisi.

In questo contesto, ricorda il presidente Acri Francesco Profumo, “il risparmio si rivela lo strumento cardine per immaginare il domani del nostro Paese e dell’intera umanità”. E se “il percorso verso un sviluppo sostenibile ci coinvolge tutti” bisogna “immaginare inediti partenariati pubblico-privato, capaci di coniugare ambiente e sociale, che siano capaci di sradicare una narrazione eccessivamente conflittuale e catastrofista, che spesso va per la maggiore”. 
 

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