L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 7 novembre 2019

Si vede che il fanfulla della Lega ha le idee molto chiare su Euroimbecilandia


Salvini su Draghi Presidente della Repubblica: «Perché no?»

6 Novembre 2019 - 23:05 

Salvini non escluderebbe a priori Mario Draghi come prossimo Presidente della Repubblica. Cosa significa questa dischiarazione?


Matteo Salvini stupisce tutti sulla futura Presidenza della Repubblica. Ospite della trasmissione di Rete 4 Fuori dal Coro, il leader della Lega rende note alcune interessanti considerazioni su tenuta del governo, prossime elezioni e, soprattutto, possibili candidati al Quirinale.

L’elezione del Presidente della Repubblica è attesa per il 2022. La scelta della carica è considerata fondamentale per gli equilibri istituzionali e democratici del nostro Paese. Per questo, molte strategie politiche di queste settimane ruotano proprio intorno all’elezione della massima carica dello Stato.

La composizione del Parlamento nel 2022, che sarà strategica per decidere il successore di Sergio Mattarella, è considerata cruciale.

Ma cosa ha rivelato Matteo Salvini sul prossimo Presidente della Repubblica?
Salvini apre a Draghi come Presidente della Repubblica: scenario possibile?

Alla domanda del giornalista Mario Giordano su un’eventuale candidatura di Mario Draghi alla Presidenza della Repubblica, la risposta di Matteo Salvini è stata decisa e sorprendente: “Perché no?” . Nello specifico: “Why not?”

Cosa significa questa apparente apertura del capo politico della Lega all’ex governatore della BCE? In realtà non ci sono state altre precisazioni al riguardo. Ma la risposta non negativa ha stupito chi conosce Salvini e, soprattutto, chi ha memoria della sua visione dell’Europa e negli ultimi anni.

Mario Draghi, che ha appena lasciato la guida della Banca Centrale Europea a Christine Lagarde, è stato senz’altro protagonista - senza indagare sui risultati raggiunti - della politica economica UE degli ultimi anni.

Come mai un politico così avverso all’euro, alle burocrazie e alle decisioni europee ha lasciato intendere di non voler respingere sul nascere l’ipotetica candidatura al Colle di Draghi?

Matteo Salvini è stato uno dei maggiori nemici dell’UE, tanto da generare forti preoccupazioni a Bruxelles sull’impatto della sua politica e della sua retorica sull’economia italiana ed europea.

Con la sua risposta, il leader della Lega ha cercato sicuramente di diffondere un altro messaggio. Più che appoggiare direttamente la figura di Draghi al Quirinale, ha piuttosto voluto dare una rassicurazione.

C’è già chi, infatti, teme che elezioni anticipate possano portare una maggioranza di destra al Parlamento e minare l’elezione dell’alta carica dello Stato.

Lasciare intendere che un appoggio a Draghi, uomo di massima stima a livello globale, potrebbe essere accolto significa per Salvini preparare il terreno ad una vittoria della Lega. E lanciare messaggi concilianti che possono favorirlo.

Per ora, comunque, il nome di Mario Draghi è solo una suggestiva ipotesi. Non ci sono notizie ufficiali al riguardo, né dichiarazioni dell’interessato sulla candidatura.
Chi ci sarà in Parlamento nel 2022?

Matteo Salvini si augura che presto il governo, che litiga su tutto, possa cedere e che gli italiani riescano finalmente ad andare a votare.

Il leader della Lega ricorda che il suo è il primo partito italiano, con il 34% dei voti e che già si sarebbero dovute indire nuove elezioni. La sua convinzione è che, in caso di mancata fiducia al Conte-bis, il Presidente della Repubblica Mattarella non potrà che sciogliere le Camere. E stabilire quando votare.

Naturalmente nella maggioranza di governo non la pensano in questo modo. In un’intervista di qualche giorno fa, Matteo Renzi ha ricordato quanto sia importante che la legislatura arrivi fino al 2023. Per il leader di Italia Viva l’elezione del Presidente della Repubblica è un obiettivo primario dell’attuale Parlamento.

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