L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 21 dicembre 2019

Arriva Pompeo e in Italia iniziano i pruriti sul 5G e vorrebbero continuare ad esportare in Cina dei veri e propri euroimbecilli servi

Italia e 5G: guerra alla Cina?

20 Dicembre 2019 - 00:13 

Italia e 5G: una potenziale guerra con la Cina all’orizzonte? Anche nel nostro Paese è scattata l’allerta contro Huawei


Italia e 5G: potrebbe aprirsi un fronte ostile con la Cina dopo le ultime considerazioni del Copasir. Nella corsa allo sviluppo delle più avanzate tecnologie della trasmissione dati, infatti, il nostro Paese sembra calcare le preoccupazioni degli USA nell’ambito della guerra commerciale.

La sicurezza nazionale sarebbe in pericolo nell’ambito cyber se le aziende cinesi avessero campo libero nella gestione della connettività avanzata.

La sfida Italia e 5G rischia, dunque, di diventare spinosa e minacciare i rapporti politici e commerciali con Pechino.
Italia e 5G: Huawei e Zte potenziali pericoli per la nazione

Anche il nostro Paese sembra cadere nelle provocazioni statunitensi contro la Cina. L’ultimo rapporto reso noto dal Copasir, infatti, lascia aperta la possibilità di vietare ai colossi asiatici Huawei e Zte le attività sul territorio nazionale.

I motivi sarebbero da ricercare nei rischi per la sicurezza di cittadini e dello Stato rappresentati dalle aziende cinesi, troppo legate all’intelligence e al Governo.

La necessità di dotarsi delle più avanzate reti di connessione 5G sta interessando anche l’Italia. L’ingresso nel mercato di riferimento nazionale delle società Huawei e Zte è cruciale e già operativo per installare, configurare e mantenere le infrastrutture di rete.

Proprio questa presenza, però, desterebbe preoccupazioni per la sicurezza dei dati personali e di Stato. Un’accusa che da tempo lo stesso Presidente USA proclama nei confronti di Pechino.

Nel parere del Comitato parlamentare, dunque, c’è l’avvertimento:

“oltre a ritenere necessario un innalzamento degli standard di sicurezza idonei per accedere alla implementazione di tali infrastrutture si dovrebbe valutare anche l’ipotesi, ove necessario per tutelare la sicurezza nazionale, di escludere le predette aziende dalla attività di fornitura di tecnologia per le reti 5G.”

La nota prosegue sottolineando che finora nessun Paese UE ha operato in questo senso, considerando le regole della libera concorrenza e le leggi di mercato. La preoccupazione, però, è alta in diversi Stati.

Il problema diventa sicuramente politico. Una scelta radicale di tale portata andrebbe a inficiare i rapporti commerciali con un partner strategico quale la Cina. Già durante il vertice Nato Donald Trump aveva cercato di coinvolgere il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sulla questione, dichiarando che aveva avuto il suo appoggio contro Huawei e società cinesi (Conte aveva poi smentito).

La questione Italia e 5G, quindi, potrebbe coinvolgere non solo il settore tecnologico, ma anche quello politico e diplomatico. Oltre che avere ricadute sull’economia.

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