L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 23 dicembre 2019

Bisogna isolare e attaccare il Sistema massonico mafioso politico che impedisce all'Italia di evolversi

Gratteri contro tutti, isolato anche dai grandi giornali

di Giuseppe Criseo

Nicola Gratteri

Partiamo dai dati conosciuti e concreti, la corruzione è così estesa a tutti i livelli da condizionare tutto e tutti o quasi.

Le parole di Virginio Carnevali con la sua LETTERA APERTA DEL PRESIDENTE DI TRANSPARENCY INTERNATIONALI ITALIA, con il suo “ mi appello nuovamente a tutti i cittadini onesti e liberi, chiedendo loro di supportarci nella nostra difficile missione. ” dimostrano quanto sia lungo il passo da compiere, missione ardua e forse impossibile visto l’isolamento di Gratteri dopo la sua gigantesca recente operazione.

Carnevali propone cose serie a un Paese, svuotato di ogni etica e lungimiranza:

chiedo a Governo e Parlamento che si impegnino entro i prossimi due anni a:
  • Far approvare una legge efficace a tutela dei whistleblower. Al momento un disegno di legge, buono seppur migliorabile, giace nei cassetti delle commissioni affari costituzionali e giustizia, dopo essere stato approvato dall’Aula della Camera.
  • Introdurre una regolamentazione puntuale delle attività di lobbying, che consenta ai cittadini di conoscere il come e il perché delle decisioni pubbliche.
  • Riformare l’istituto della prescrizione senza però dimenticare il diritto degli imputati a un giusto processo, equo anche nei tempi.
  • Migliorare ancora l’istituto della confisca dei beni, in modo tale che colpisca i corrotti con la stessa durezza dei mafiosi. Grazie alle risorse derivanti dalla vendita di questi beni, lo Stato italiano può rientrare ampiamente delle spese necessarie a migliorare il sistema della giustizia, rendendolo più veloce ed efficiente.
  • Estendere effettivamente il reato di corruzione ai privati.
Anac pure ci prova: ” con il supporto del personale della Guardia di Finanza impiegato presso l’Anac, sono stati analizzati i provvedimenti emessi dall’Autorità giudiziaria nell’ultimo triennio. Quando si procede per i delitti contro la Pubblica amministrazione, infatti, l’Autorità nazionale anticorruzione può proporre al Prefetto competente il commissariamento degli appalti assegnati illecitamente. La ratio della norma è di evitare di bloccare l’esecuzione dei lavori, accantonando tuttavia gli utili fino all’esito del giudizio penale. A oggi, sono 41 gli appalti per i quali l’Anac ha chiesto e ottenuto il commissariamento. “

Il lavoro fatto è grande ma non basta e riguarda tutte le regioni:

“A essere interessate sono state pressoché tutte le regioni d’Italia, a eccezione del Friuli Venezia Giulia e del Molise (tab. 1). Ciò non implica che queste due regioni possano considerarsi immuni, ma semplicemente che non vi sono state misure cautelari nel periodo in esame. “

Un fenomeno esteso e pesante: “Dal punto di vista numerico, spicca il dato relativo alla Sicilia, dove nel triennio sono stati registrati 28 episodi di corruzione (18,4% del totale) quasi quanti se ne sono verificati in tutte le regioni del Nord (29 nel loro insieme). A seguire, il Lazio (con 22 casi), la Campania (20), la Puglia (16) e la Calabria (14). “

Quali i settori interessati?

“Il settore più a rischio si conferma quello legato ai lavori pubblici, in una accezione ampia che comprende anche interventi di riqualificazione e manutenzione (edifici, strade, messa in 3 sicurezza del territorio): 61 gli episodi di corruzione censiti nel triennio, pari al 40% del totale. A seguire, il comparto legato al ciclo dei rifiuti (raccolta, trasporto, gestione, conferimento in discarica) con 33 casi (22%) e quello sanitario con 19 casi (forniture di farmaci, di apparecchiature mediche e strumenti medicali, servizi di lavanolo e pulizia), equivalente al 13% .

Se sappiamo quali sono i settori e le “famiglie” perchè non si argina il fenomeno facilmente? Perchè ci sono affidamenti diretti negli appalti, con urgenze che non sono tali ma lo diventano per favorire alcuni, ma poi assenze di controlli seri ( autostrade per es.), assunzioni illegali e illegittime nonchè clientelari.

Dal 2016 al 2019 arrestati 20 sindaci, 6 vice-sindaci, 10 assessori (più altri 4 indagati a piede libero) e 7 consiglieri. I Comuni rappresentano dunque gli enti maggiormente a rischio.

Il cambiamento dovrebbe venire dalla parte più corrotta della società ? Politica e imprenditoria, mafia e sistema economico così interconnessi da soffocare chi si oppone al “sistema” che viene allontanato da aziende e partiti, oppure ammazzato come successo a giornalisti, sindacalisti, politici integerrimi, Carabinieri e magistrati eroi.

Pochi onesti e soli possono farcela? Sicuramente no.

Le leve che contano quelle del potere dipendono dall’economia in mano a chi ha le risorse: banche, governo, mafia, (massoneria), e società malata.

In un Paese con 5 milioni di cittadini in povertà assoluta, sopratutto al Sud ma non solo, diventa difficile parlare di legalità e rispetto delle leggi, quando le mafie garantiscono stipendi dentro e fuori dal carcere, gestiscono supermercati, droga, appalti, sanità e rifiuti per oltre 100 miliardi.

I numeri sono tanto grandi che le parole di un uomo di valore come Gratteri che sacrifica la sua vita e dei famigliari per il Paese che solo in parte apprezza.

Il suo sforzo encomiabile e lucido dopo l’operazione sui 334 lo ha fatto riflettere: “Sì, ho paura. Blitz boicottato dai giornali nazionali”.

Ha dichiarato:

“siamo uomini di Stato e vogliamo fare qualcosa per questa terra e per la nostra nazione”. Lo ha detto il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, intervistato da Maria Latella su SkyTg24.

Le sue considerazioni sulle carenze: ” avrei cambiato i Codici nel rispetto della costituzione, avrei cambiato la geografia giudiziaria, perché ancora oggi ci sono posto dove ci sono molti magistrati e altri dove mancano. “, ma anche sulla latitanza della politica: ” Mediamente un politico è presente sul territorio sei, sette mesi prima delle elezioni, poi magari il giorno dopo che si vota magari cambia pure numero di telefono. Mentre il capomafia è presente sul territorio 365 giorni l’anno, dà risposte sbagliate, truccate e drogate di sottosviluppo, dipendenza e schiavismo”.

Le ricette per la svolta Gratteri le chiede alla politica principalmente, ma il “pesce puzza dalla testa” diceva un vecchio e sempre attuale detto, la politica si nutre di un consenso facile e redditizio dal punto di vista economico.

E’ più facile scendere a compromessi su chi è sempre presente sul territorio e magari con un serbatoio di voti pronti e disponibili, senza tanta fatica.

Volete mettere l’impegno di un onorevole in Parlamento e pure sul territorio? E’ più facile avere gli agganci giusti e il gioco è fatto, gruppi magari non la maggioranza, ma coesi e pronti al momento giusto, all’elezione.

Tanto poi una volta in Parlamento le maggioranze sono variabili e servono alla poltrona che garantisce leggi accondiscendenti ai gruppi economici determinanti: poche famiglie che gestiscono il business come azioni bancarie, appalti, nomine ecc.

Di fronte a questo ” mostro” cosa può fare Gratteri? Isolato come ai tempi lo furono Dalla Chiesa, Falcone e Borsellino tanto per citare i più famosi?

Si parte così e si finisce peggio, se anche i grandi giornali non gli danno spazio, bisognerebbe che lui indagasse su chi manovra, ma ormai è tardi.

“Far vincere una squadra non è questione di quanto grande sia il giocatore, o i giocatori. Devono tutti essere disposti a sacrificarsi e a dare qualcosa di se stessi, pur di diventare campioni.” ( PHIL JACKSON ).

Pessimismo? No dure realtà da sconfiggere così:

“Abbiamo sacrificato delle vite per arrivare qui. Non possiamo mollare!”

Senza la squadra non si vince, bisogna fare crescere la squadra dei giusti, il nostro compito.

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