L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 26 dicembre 2019

che sberla sono ancora rintronati

Interessante analisi sull’operazione antimafia del Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri

Pubblicato da Arteventi news il 22 Dicembre 2019

L’operazione antimafia di Gratteri e della sua squadra è molto importante per noi analisti in quanto conferma la invasività della ‘ndrangheta più raffinata nel tessuto degli stati a tutti i livelli.
Grazie a tale operazione, imponente per il numero di uomini impiegati e per il numero di arresti ed indagati, possiamo avere un quadro completo.
Il gruppo più potente colpito è quello della famiglia Mancuso.
In particolare emerge che la ‘ndrangheta è sistemica ed occupa gli spazi vitali a 360 gradi mettendo in modo subdolo in discussione la tenuta democratica.
Emerge che i vertici della ‘ndrangheta guardano alla massoneria deviata e ne rimangono affascinati al punto che diventano essi stessi massoneria deviata.
Emerge che la invasività criminale tocca tutti i settori civili: la classe politica, l’informazione, i professionisti, gli uffici giudiziari, le forze dell’ordine e pure gli ospedali.
Per noi analisti nulla di nuovo, ma vedersi tale quadro all’interno di una ordinanza è importantissimo.
Ebbene di fronte a ciò non si può non rimanere disgustati davanti al fatto che la notizia della operazione ha avuto risalto solo per 24 ore in molti mezzi d’informazione, ad esclusione dei principali cartacei con poche eccezioni. E dopo le 24 ore son partiti gli attacchi a Gratteri & company. Altri attacchi delegittimanti, basati sulle tecniche di “mascariamento”, erano iniziati diversi mesi prima on line.
Questa operazione ci dimostra che le mafie sono il primo problema europeo, e bisogna rendersene conto.
Purtroppo è sempre più evidente che manca la consapevolezza della classe politica e sociale sul punto, tant’è che ci siamo riempiti di pro-mafia a tutti i livelli.
Occorre al contrario non abbassare la guardia e sconfiggere la mafia debellando anche i pro-mafia che si nascondono come i deviati in mezzo a noi.

Salvatore Calleri

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