L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 19 dicembre 2019

Continuano a muoversi come gattini ciechi, pensano di adeguarsi lentamente alla realtà non vogliono ne possono avere una visione d'insieme perchè significherebbe mettere tutto in discussione. Non c'è nella loro visione di sfamare tutti gli uomini, dargli una casa, istruzione e una sanità pubblica efficiente ma solo profitti soldi per una sempre più piccola minoranza

La Svezia rivede la politica monetaria, è la fine dei tassi negativi?

La Riksbank si è mossa per la prima volta in otto anni e ha portato allo 0% il costo del denaro nonostante le attese sul Pil non siano troppo rosee. I nuovi tassi entreranno in vigore a partire dall'8 gennaio 2020

di Elena Dal Maso19/12/2019 10:30

La Svezia rivede la politica monetaria, è la fine dei tassi negativi?


Questa mattina la Riksbank ha alzato per la prima volta i tassi dal luglio del 2011, portandoli dal -0,25% allo 0%, con efficacia dall'8 gennaio 2020. La più antica banca centrale al mondo, quella svedese, è stata fra i pionieri del costo del denaro negativo, ma ora il board ha deciso di cambiare politica monetaria in maniera strutturale.

Nel 2009 la Riksbank è stata la prima al mondo ad applicare i tassi negativi alle banche commerciali per il deposito overnight della liquidità in eccesso, invece di pagare interessi come era sempre avvenuto in precedenza. Nel 2015 ha abbassato il tasso di riferimento al di sotto dello zero, a seguito di una simile mossa da parte della Banca centrale europea l'anno precedente. Mario Draghi, il governatore appena uscito, ha portato a settembre il costo del denaro dal -0,4% al -0,5%, ma il suo successore, la francese Christine Lagarde, ha già fatto capire che da gennaio la Bce intende rivedere la politica monetaria per normalizzare i tassi, così come richiesto a gran voce dai Paesi del Centro e Nord Europa e anche dalle stesse banche italiane, che stanno soffrendo non poco anni di riduzione dei margini di guadagno a causa dei tassi negativi che impattano sul costo di mutui e prestiti alle imprese, sempre più bassi.

La Riksbank oggi ha motivato la scelta spiegando che le aspettative di inflazione si attestano intorno al 2%, di conseguenza la necessità di una politica monetaria espansiva è diminuita. Tuttavia la banca centrale svedese ha aggiunto che l'economia globale sta entrando in una fase di crescita del Pil più contenuta, anticipando che per questa ragione lascerà a zero il costo del denaro, senza aver fretta di agire ancora nel corso del 2020.

Chiaramente i responsabili di politica economica di tutto il mondo terranno in debita considerazione la mossa della Banca centrale svedese per cercare di comprendere l'impatto sull'economia e capire se è arrivato finalmente il momento di cambiare direzione alzando il costo del denaro. Il lungo periodo di tassi sotto zero in Svezia ha stimolato l'economia, ma ha anche aumentato il debito delle famiglie e indebolito la valuta del Paese, la corona.

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