L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 19 dicembre 2019

Gratteri e i carabinieri riescono a bruciare il Sistema massonico mafioso politico sui tempi

Gratteri: «Smontiamo la Calabria come i Lego». Il blitz anticipato di 24 ore per la fuga di notizie

Il magistrato ha rivelato che l’operazione Rinascita-Scott che ha portato all’arresto di oltre 300 persone è stata anticipata di 24 ore a causa di una fuga di notizie che aveva messo in allerta gli indagati a rischio manette. «Stavamo impazzendo, ma siamo riusciti ad anticipare»

19 dicembre 2019 11:31

La conferenza stampa di Gratteri

«Il blitz era programmato per la notte tra giovedì e venerdì, ma una fuga di notizie ci ha fatto impazzire: rischiavamo di perdere tutto e abbiamo deciso di anticipare l’operazione di 24 ore».
Il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri esprime tutta la tensione che ha preceduto il maxi blitz di questa notte che è costato l’arresto a 334 persone, per un totale di 416 indagati (TUTTI I NOMI).
«Oggi è giornata storica e non solo per la Calabria – ha detto Gratteri aprendo la conferenza stampa di questa mattina -. È il mio pensiero, che ho dedicato più di 30 anni del mio lavoro a questa terra. Tutto è partito dal 16 maggio 2016, giorno in cui mi sono insediato. Era importante avere un'idea una strategia, un sogno, una rivoluzione. Ho pensato questo il giorno del mio insediamento: smontare la Calabria come un Lego e poi rimontarla piano piano. Era necessario fare sinergia, mettere a frutto l'intelligenza e la professionalità dei miei ragazzi, tutti magistrati giovani e straordinari».

I dettagli del blitz anti 'ndrangheta 

Il magistrato, dunque, ha rimarcato come l’operazione Rinascita-Scott sia il frutto di lavoro portato avanti da anni «Il 16 maggio 2016 – ha raccontato - qui non avevano gli occhi per piangere ma io ci ho creduto. La mattina del 17 maggio eravamo già ad interrogare Mantella. Avevo bisogno di grandi investigatori, quelli che oggi mi circondano. È intervenuto il Ros: grandi uomini, specialisti. Oltre metà del Ros dedicata a questa indagine».

L'operazione anticipata per una fuga di notizie

Poi è tornato sulle continue fughe di notizie, che – ha detto - «ci hanno "ballare" per un anno». «L’Operazione doveva avvenire domani mattina e molti degli arrestati lo sapevano. Ieri sera siamo impazziti: anticipare l’azione programmata di 3mila carabinieri non è cosa facile, non eravamo pronti. Ma grazie a tutti gli uomini in campo è stato possibile anticipare tutto».

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