L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 21 dicembre 2019

Il mare Mediterraneo ci chiama ma noi siamo completamente inermi e inadeguati attendiamo gli ordini da Euroimbecilandia e dal nostro padrone statunitense

SE ERDOGAN INTERVIENE IN LIBIA – NOI CHE SI FA?

Maurizio Blondet 20 Dicembre 2019 

“La Turchia interverrà in Libia?” – Se lo domanda Bob Woodward, in un articolo che pare riflettere l’incertezza dell’Establishment Usa, sul fatto che Erdogan possa farlo davvero.

E’ successo che gli USA hanno tolto un embargo che durava dal 1987 sulla parte greca di Cipro, come evidente (anche se rozzo) appoggio alle ragioni di Cipro contro le provocazioni turche sulle navi tecniche estere (fra cui l’Eni) a cui Cipro aveva commissionato la prospezione e lo sfruttamento dei noti giacimenti sottomarini; Ankara ha immediatamente reagito male: minacciando la “escalation” Washington – se davvero cessa l’embargo a favore di Cipro. Il tutto va inserito nelle tensioni che Erdogan non dà alcun segno di voler acquietare: i suoi F-16 violano di continuo lo spazio aereo ellenico costringendo gli F-16 greci a levarsi per intercettare e allontanare l’intruso; la Grecia vuole comprare tre droni da Usa o Israele “con capacità di sorveglianza dal Mar Nero alla Libia”.

Intanto sul mare, la nostra fregata Martinengo partecipa ad una esercitazione con la francese Surcouf e il pattugliatore cipriota Ioannides nella Zona Economica Esclusiva (ZEE) di Cipro; la Turchia ha parlato di allestire una base navale – in Libia, a difesa e protezione di Al Sarraj, il suo regime e la ZEE che hanno costituito insieme da pochi giorni. E’ dubbio che Erdogan abbia i mezzi per sue così vaste ambizioni, ma…

“Erdogan ha ricevuto Fayez Al Sarraj domenica, è la seconda volta in meno di un mese”, nota Woodward ed ha evocato l’invio di truppe in Libia: “Noi proteggeremo i diritti della Libia e della Turchia nel Mediterraneo orientale”, ha proclamato il turco in tv.
Le pretese turche e come si sovrappongono alle greche e cipriote.

Per buona misura, il Congresso USA per dare nuovo sfogo al suo anti-russismo delirante, sta per votare nuove sanzioni alla Russia per “il suo intervento in Libia” , presunto come è presunta la presenza di “mercenari russi” di cui si parla molto, in appoggio alle forze di Haftar ; e le milizie di Misurata (una città stato di bande armate) ha dichiarato di “mobilitare” contro Haftar in appoggio ad Al Serraj ; la vittoria di Haftar infatti metterebbe fine alla “libertà” misuratine, delle bande armate e dei loro affari (lo spaccio scafista di profughi, i riscatti pretesi dalle famiglie eccetera) eccetera.

(Secondo il sito Strategika, vicino a Mosca, i mercenari russi sono collegati con le tribù fedeli a Saif-a-Islam Gheddafi, il figlio del defunto; che comunque oggi appoggia Haftar).
L’Egitto dovrebbe intervenire

Insomma Erdogan, non pago dell’occupazione militare della striscia del Nord Siria contro i curdi, dopo aver non si sa se rotto con la NATO avendo acquistato gli S-400 onde non si capisce se oggi è un mezzo-alleati d Mosca, dopo aver violato le disposizioni dell’ONU con la formazione della ZEE insieme ad Al Serraj (le zone non possono essere stabilite unilateralmente), dopo aver irritato la UE [per quel che vale] con le sue provocazioni attorno a Cipro, adesso con l’appoggio militare che ha proclamato di dare ad Al Serraj , adesso vuole vedersela di fatto anche con i paesi che sostengono Haftar: sostanzialmente Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Egitto e (un po’ defilata) la Russia.

L’Egitto è il più immediatamente pericoloso, avendo forze armate ragguardevoli, grande demografia ed essendo confinante ; se Ankara intervenisse con il suo corpo di spedizione a sostenere Al Serraj (anzi secondo voci non confermate sono presenti a Tripoli forze speciali turche) Il Cairo interverrà prima e per scongiurare una sconfitta di Haftar, perché non tollererebbe una Libia guidata dalla Fratellanza Musulmana al di là della frontiera.

Dunque potremmo davvero vedere la guerra guerreggiata di due medie potenze, con le truppe turche che combattono le egiziane sul territorio libico- Entrambe le medie potenze hanno”amici” ricchi (Erdogan il Qatar) , ovviamente l’Egitto i sauditi e gli emirati in funzione anti-Fratellanza che possono finanziare un conflitto lungo e intenso, con tutto il materiale che serve da consumare in abbondanza.

Speriamo solo che i comandi militari turchi riescano a dissuadere Erdogan, magari facendogli presente che se vuole guerra con Il Cairo, l’Egitto ha il vantaggio di avere una lunga frontiera con la Libia che consente il facile rifornimento di Haftar e i suoi, mentre Ankara dovrà fare rifornimento su rifornimenti da spedire via aerea o via mare al suo alleato libico, ossia facili da interrompere.

Altrimenti ci sarà guerra sotto casa nostra, e la rovina di ogni residuale interesse che cerchiamo di mantenere – saremo triturati ed essenzialmente la nostra insignificanza è direttamente dovuta alla assenza di una forza militare che susciti rispetto. Questo popolo imbelle che “ha ripudiato la guerra” rischia di scoprire che la guerra non ha ripudiato lui – e non avere niente da mettersi. Che si fa quando fossimo obbligati di intervenire in Libia, magari su mandato di qualcuna delle entità in stato di morte cerebrale cui aderiamo, la NATO o la Merkel , senza contare il famoso “alleato americano” che dovrebbe difenderci (contro la Russia…) ed ora è in stato di golpe contro un presidente palesemente insufficiente – che si fa? Le nostre minime truppe con qualche capacità l’alleato ce le tiene in Irak e in Afghanistan – da 15 anni, per scopo che ormai anche il Pentagono si domanda (riguardo al’Afghanistan) si domanda quali erano stati..

Auguri, italiani, grillini e sardine e seguaci di Vasco Rossi.



Nessun commento:

Posta un commento