L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 21 dicembre 2019

La borgatara, ex ministro dello zombi Berlusconi o è un ingenua o è in palese mala fede


IL CASO
'Ndrangheta: «Pittelli è un valore aggiunto». Così lo accoglieva Giorgia Meloni 

L'avvocato ex Forza Italia arrestato per associazione mafiosa era entrato in Fratelli d'Italia nell'aprile del 2017. Salutato a braccia aperte dalla leader 

DI FEDERICO MARCONI 20 dicembre 2019


«Un valore aggiunto per la Calabria e per tutta l’Italia». Firmato: Giorgia Meloni. Con questo elogio la leader di Fratelli d’Italia annunciava l’ingresso nel partito di Giancarlo Pittelli, avvocato ed ex parlamentare e una delle 334 persone arrestate ieri su ordine della procura antimafia di Catanzaro nell’ambito dell’operazione “Rinascita-Scott”: è accusato di associazione mafiosa.

L’inchiesta condotta dal pm Nicola Gratteri, ha rivelato un impasto di ‘ndrangheta, politica, massoneria e imprenditoria con ramificazioni non solo in Calabria. Dalle indagini, Pittelli emerge come uomo in relazione con le ‘ndrine, ma anche con il gotha della massoneria italiana, deviata e non: «il rito scozzese ti apre autostrade mondiali», diceva.


Il boss Luigi Mancuso, dell’omonimo clan di Vibo Valentia, godeva di «entrature in ogni settore sociale, anche nei più alti e insospettabili, grazie soprattutto alla dedizione assoluta assicuratagli negli anni dall'avvocato ed ex onorevole Giancarlo Pittelli». Che era molto rispettato dal boss del vibonese: «Io lo chiamo col tu, e lui mi da del voi», raccontava in una conversazione telefonica intercettata. Il capo clan si sarebbe fidato così tanto dell’avvocato da affidargli i parenti più stretti: «Avvocato, se succede qualcosa a mia figlia ci siete voi».

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Maxi operazione in Calabria, nel resto d’Italia e all’estero. Coinvolti politici, avvocati e padrini dei clan.Tra questi l'avvocato ex parlamentare Giancarlo Pittelli indagato per concorso esterno. Coinvolto anche il big del Pd, Nicola Adamo. Un terremoto giudiziario prima delle elezioni regionali Pittelli, molto conosciuto a Roma, aveva rapporti in ogni dove: circuiti bancari, società stranieri, università, istituzioni. Relazioni che gli permettevano - è scritto nell’ordinanza - di essere «un “colletto bianco” di riferimento per la risoluzione dei problemi dell’organizzazione».

«Pittelli riceve dalla consorteria il suo costante contraccambio» è scritto nelle conclusioni del Gip che ha autorizzato l’arresto, «i boss lo nominano avvocato loro e dei loro sodali, in quanto capace di mettere mano ai processi con le sue ambigue conoscenze e rapporti di “amicizia” con magistrati, alte personalità delle forze dell’ordine, dell’Accademia e del mondo ospedaliero».

Una sorta di passepartout per i clan, che Pittelli a sua volta utilizzava per gestire «i propri grossi affari combinando le conoscenze del mondo civile con quello sotterraneo della criminalità, anche d’ispirazione massonica».

Dopo aver lasciato Forza Italia, il 15 aprile 2017 Pittelli entrava in Fratelli d’Italia. «Un valore aggiunto per la Calabria e per tutta l’Italia», lo presentava Giorgia Meloni. Ma proprio tutta, anche per i clan, che ne parlavano così: «L’avvocato Pittelli è sempre disponibile, è sempre un amico».

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