L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 21 dicembre 2019

La Deutsche Bank è fallita ma non sanno come gestire il fallimento vanno avanti a tentoni, per pseudo tentativi, empirismo dominante

Deutsche Bank e i suoi derivati tossici, il FMI: ‘La più grande fonte potenziale al mondo di shock esterni per il sistema finanziario’

Donquixote MaynardPOSTED ON DICEMBRE 20, 2019


In questo momento l’Europa, e non solo, è seduta sopra ad una bomba a orologeria griffata Germania. Questo ordigno che abbiamo sotto le natiche è il frutto delle tentate speculazioni degli istituti bancari tedeschi, che, nel tentativo di ingozzarsi di ‘facili’ e più remunerativi profitti hanno tentato di emulare gli istituti finanziari americani, pur non essendo, al contrario dei colleghi d’oltreoceano, coperti da una banca centrale in grado di arginare tempestivamente qualsiasi improvvisa calamità finanziaria. Si sono pertanto dati da fare sul mercato dei derivati e sul trading di azioni, trascurando, di fatto, la loro missione originale: sostenere le industrie tedesche nel mondo.

Il ciò si è tradotto in un’esposizione bancaria tedesca dell’ammontare di 53.690 miliardi di euro in derivati, 48.266 miliardi di questi solo di Deutsche Bank, un quantitativo che equivale a 16 volte il prodotto interno lordo tedesco.

Il problema di Deutsche Bank non è tanto il semplice quantitativo dei derivati, bensì l’alto quantitativo di titoli ritenuti ‘tossici’, che supererebbe i 70 miliardi di euro.

Per capire meglio di cosa si parla è necessario fare una piccola introduzione su cosa siano i derivati e quando vengono definiti ‘tossici’.

-COSA SONO I DERIVATI

Gli strumenti derivati si chiamano in questo modo perché il loro valore deriva dall’andamento del valore di una attività ovvero dal verificarsi nel futuro di un evento osservabile oggettivamente. L’attività, ovvero l’evento, che possono essere di qualsiasi natura o genere, costituiscono il “sottostante” del prodotto derivato.

I derivati sono utilizzati per tre finalità:

Ridurre il rischio finanziario di un portafoglio preesistente (finalità di copertura o hedging);

Assumere esposizioni al rischio al fine di conseguire un profitto (finalità speculativa);

Conseguire un profitto privo di rischio attraverso transazioni combinate sul derivato e sul sottostante tali da cogliere eventuali differenze di valorizzazione (finalità di arbitraggio).

Il problema più complesso dei derivati è la stima del loro valore. Data la fondamentale importanza di questo aspetto e la sua grande criticità, questa attività richiede complesse attività di analisi.
Per farla (molto) breve, si può dire che il loro valore varia in connessione all’andamento del sottostante.

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