L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 24 dicembre 2019

La Rai, Mediaset, i giornalisti dei giornaloni sono parte integrante del Sistema massonico mafioso politico per questo stanno zitti sulla 'ndrangheta

Il lavoro prezioso di Nicola Gratteri

23 Dicembre 2019


Il dottor Nicola Gratteri merita la stima, l’affetto e la gratitudine di ogni cittadino. Il suo lavoro ci ha permesso di svelare trame che, altrimenti, probabilmente sarebbero rimaste nascoste. Mi fa male vedere da un lato il silenzio, se non addirittura il fastidio, di certa politica verso il Suo operato, dall’altro la scarsa considerazione di noi giornalisti. Nicola Gratteri, come Nino Di Matteo, come Federico Cafiero de Raho, come Roberto Tartaglia, come tanti altri magistrati, sono particolarmente esposti e hanno sacrificato la propria vita per combattere le mafie. Meriterebbero tutto il nostro appoggio, invece ricevono spesso la nostra indifferenza, se non addirittura attacchi sconvolgenti. Mi stringo, con tutta la mia gratitudine, al dottor Gratteri. Affinché sappia che l’Italia, quella vera, è con lui. E se i giornali non riescono a dimostrarglielo, almeno sui social possiamo fare la differenza. Facciamo sentire la nostra gratitudine. Io sto con Gratteri, non con chi ha rovinato la nostra terra. E ci metto la faccia.

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