L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 24 dicembre 2019

L'Italia non ha una politica estera è a rimorchio dei suoi padroni, dovrebbe imparare il significato di Mare Nostrum

LIBIA, SERRAJ AL CORRIERE

Libia, Serraj al Corriere: «L‘Italia non ci ha aiutato e così abbiamo chiesto sostegno militare alla Turchia»

L’intervista al premier libico che difende l’accordo con la Turchia nonostante le ferme proteste italiane ed europee

di Lorenzo Cremonesi, inviato a Tripoli
22 dicembre 2019 | 14:00

Il premier a Tripoli non nomina mai Khalifa Haftar, lo chiama «l’aggressore». Difende l’accordo con la Turchia nonostante le ferme proteste italiane ed europee. «Siamo un governo sovrano abbiamo il diritto di difenderci. Se l’Italia o altri Paesi come la Grecia hanno obiezioni circa il nostro memorandum con Erdogan sulle acque territoriali possono ricorrere ai tribunali internazionali». Poi Serraj aggiunge: «Cosa vi aspettate voi italiani? Che noi a Tripoli si stia passivi a guardare mentre l’aggressore distrugge la nostra capitale, uccide civili, bombarda le nostre case?». Serraj dice che a suo parere il progetto di conferenza a Berlino potrebbe essere utile, ma ancora non si vedono risultati concreti in Libia. Usa parole dure contro la Grecia che manda il suo ministro degli Esteri a parlare con il governo di Bengasi e Tobruk non riconosciuto dalla comunità internazionale, mentre Haftar ordina il sequestro di una nave turca di fronte a Derna.

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