L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 23 dicembre 2019

Mattarella Mattarella dove sei quando magistrati del calibro di Nicola Gratteri attaccano il Sistema mafioso massonico politico e questo si difende attraverso i suoi mass media relegando la inchiesta a notiziola?

Contrasto alle infiltrazioni mafiose, Assisi rinnova il Patto di LegalitàProtocollo firmato e confermato per la terza volta tra il Comune e la Prefettura di Perugia

Sab, 21/12/2019 - 15:46


E’ stato firmata tra Prefettura e Comune di Assisi l’intesa per il rinnovo del Patto di legalità e la prevenzione dei tentativi di infiltrazione criminale. Per la terza volta viene rinnovato l’accordo che ha durata biennale in base al quale si stabiliscono le azioni a tutela della legalità nel territorio comunale, azioni che interessano il settore degli appalti pubblici, la tracciabilità dei flussi finanziari, l’edilizia e l’urbanistica, il commercio, il contrasto all’immigrazione irregolare.

Il presupposto alla base del Patto risiede nella circostanza che le organizzazioni criminali mafiose tendono a infiltrarsi nell’economia legale dei territori diversi dai luoghi d’origine e quindi è richiesto un livello massimo di attenzione da parte di tutte le istituzioni. A conferma di ciò anche i recenti provvedimenti giudiziari che hanno evidenziato le infiltrazioni della ‘ndrangheta in Umbria con solidi collegamenti con le cosche del Crotonese.

La volontà delle parti firmatarie del Patto è di assicurare l’interesse pubblico alla legalità e alla trasparenza nell’economia, esercitando i poteri di monitoraggio e vigilanza attribuiti dalle leggi vigenti, convenendo sull’opportunità di innalzare il livello di collaborazione tra la Prefettura e il Comune di Assisi.

“Il protocollo di legalità che abbiamo firmato e confermato per la terza volta con la Prefettura di Perugia – ha commentato il sindaco Stefania Proietti – rappresenta uno strumento utilissimo per l’attività amministrativa: oltre alle procedure che restringono le maglie della permeabilità alla malavita da parte delle amministrazioni, il Patto permette di creare e sostenere la ‘rete’ tra istituzioni che è salvifica rispetto all’aggressività delle organizzazioni criminali in particolare della ‘ndrangheta. A questo proposito la firma del protocollo di legalità è anche l’occasione per ringraziare tutte le Istituzioni, Prefettura, Questura e forze dell’ordine, che non ci hanno mai lasciati soli nella lunga battaglia – durata tre anni – per riavere l’Hotel Subasio, che era in mano alla ‘ndrangheta. ‘Ndrangheta che ad Assisi aveva permeato anche altre attività commerciali (uno degli arrestati nelle operazioni della Procura di Catanzaro in Umbria era titolare di un ristorante a cui il sindaco Proietti aveva revocato la licenza nel 2016) che sono state fermate grazie alle interdittive antimafia”.

“Proprio a questo proposito, la nostra gratitudine e il nostro incondizionato sostegno – ha concluso il sindaco – vanno al Procuratore Nicola Gratteri, che ci ha onorato nel presentare il suo libro e la sua storia lo scorso 4 dicembre: con le straordinarie operazioni condotte in questi giorni la Procura di Catanzaro ha inferto un colpo ferale alla ‘ndrangheta dimostrando che esiste un sistema dello Stato e della legalità che può vincere ogni forma di criminalità. E di questo sistema della legalità noi Enti e Pubblici Amministratori dobbiamo sentirci parte integrante e sostanziale perché possiamo essere determinanti nella vittoria della giustizia su ogni forma di illegalità e malaffare.”

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